Dopo l’estetica disturbante di Saltburn, la regista premio Oscar Emerald Fennell torna a sfidare i canoni del genere con una reinterpretazione di Cime Tempestose che promette di essere tanto abrasiva quanto necessaria. Prodotto da Margot Robbie, che veste anche i panni di una Catherine mai così spregiudicata, il film si distacca dalle trasposizioni edulcorate del passato per riappropriarsi della ferocia originale del testo di Emily Brontë.
Al fianco di Robbie troviamo Jacob Elordi, un Heathcliff che incarna un’alterità sociale ed erotica dirompente. La visione della Fennell trasforma il legame tra i due protagonisti in una fusione metafisica "della stessa sostanza", dove l’amore non è rifugio, ma una forma estrema di masochismo e mutua distruzione. L’approccio della regista è dichiaratamente primordiale: il desiderio viene filtrato attraverso una lente sado-masochista, in cui il conflitto di classe contro l'aristocrazia dei Linton esplode in atti di violenza fisica e psicologica.
Supportato da un budget di 80 milioni di dollari, il film alterna il rigore del dramma gotico a incursioni pop contemporanee, coerenti con la firma "aggressivamente provocatoria" della regista. Nonostante le polemiche legate al casting (whitewashing) e alle scene di cruda intensità emerse dalle proiezioni di prova, l'opera si candida a essere l'evento cinematografico più discusso dell'anno. Un affresco viscerale su Eros e Thanatos che arriverà nelle sale italiane il 12 febbraio 2026, giusto in tempo per incendiare il weekend di San Valentino con le sue nere brughiere.


