C’è un’onda emotiva che travolge e libera nel nuovo singolo di Lenè. L’artista racconta il bisogno di lasciarsi andare, di rompere le etichette e di essere sé stesso. Un brano che unisce grinta e delicatezza, per riscoprirsi forti proprio nella propria fragilità.

Cosa rappresenta per te oggi “Tsunami come te” nel tuo percorso artistico?

È una partenza, anche essendo il terzo brano che pubblico. È la prima copertina in cui metto la faccia ed è un pezzo che mi fa dire “Sentite un po’, ci sono anch’io” e ho volute farlo capire che con sonorità prepotenti.

Quanto è importante per te rompere le etichette e sperimentare tra generi diversi?

Non mi piace presentare brani uguali tra loro, anzi, la diversità di genere mi permette di spaziare tra diverse sonorità e diversi tipi di scrittura. Per quanto riguarda le etichette, per me sono sbagliate a prescindere: ogni artista ha un mondo dentro, con tantissime face diverse.

Nel brano si percepisce un equilibrio tra forza e vulnerabilità. Come riesci a mantenerlo nella scrittura?

Non mi sono mai vergognato di essere una persona ipersensibile, non la vedo come una debolezza, anzi, mi permette di leggere meglio le persone ed entrarci in sintonia. Scrivo da quando ero ragazzino, ma una cosa non è mai cambiata: cerco sempre di far uscire tutto, anche le cose più intime.

Hai detto che volevi divertire. Come si costruisce una canzone capace di farlo senza perdere significato?

Non una formula o il dosaggio per costruire canzoni, però credo che si possa farlo essendo diretti, sinceri e soprattutto tornando un po’ bambini, incoscienti.

Le cose che il pubblico reputa belle in realtà spesso le ho scritte semplicemente lasciando andare la mente e buttando fuori quello che veniva.

Come immagini il tuo live ideale con questo pezzo?

Sicuramente Tsunami è un pezzo da palco. È rock nell’anima e nelle intenzioni. Mi piacerebbe molto suonarlo su diversi tipi di palco, creando un mix di luci e immagini fatte su misura. Ma la cosa importante è che il pubblico si diverta a cantarla con me.

Cosa sogni che resti del tuo lavoro nel cuore delle persone?

Mi piace condividere quello che provo in musica.

In effetti forse, oltre che la melodia, vorrei che il pubblico si riconoscesse in quello che provo e che possa ritrovarsi a riflettere e a sorridere di queste emozioni che cerco di rendere partecipative.

Poi è ovvio che ascoltare un tuo ritornello cantato dalla gente non ha prezzo.

https://open.spotify.com/intl-it/artist/0BSVN0mbjkeaESDisI9jMV?si=bzaRr5F4TFOBV9-aZfgvOg