Il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha firmato la cosiddetta “direttiva madre” per provare ad accelerare le trattative sul rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, evitando che, come nel passato, gli aumenti arrivino ai tempi supplementari, vale a dire dopo la scadenza del contratto stesso.
Al contempo. ha firmato anche la direttiva specifica per il comparto delle Funzioni centrali, vale a dire per quei circa 200 mila dipendenti di ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici. Per il prossimo triennio 2025-2027 il governo ha già stanziato in tutto quasi 10 miliardi di euro.
Una misura questa che il ministro Zangrillo aveva anticipato, questa estate, alla kermesse di Affaritaliani “ La Piazza” a Ceglie Messapica, e a distanza di pochi giorni ecco arrivare il rinnovo dei contratti.
Intanto sempre in tema di rinnovi il secondo Report CISL, appena pubblicato, sulla Contrattazione Collettiva Nazionale, conferma la vitalità e l’efficacia del sistema contrattuale italiano, con risultati significativi nella riduzione della vacanza contrattuale e nel miglioramento delle condizioni retributive per milioni di lavoratori.
Cresce la percentuale di lavoratori del settore privato coperti da CCNL rinnovati, passata dal 56% di fine 2024 al 65% a giugno 2025, coinvolgendo oltre 9,5 milioni di lavoratori. Crescita della dinamica delle retribuzioni contrattuali del 3,5% nel primo semestre, con previsioni ISTAT di consolidamento al 3,1% per l’intero 2025. Il sostanziale recupero delle retribuzioni nette per i redditi medio-bassi (dal Rapporto INPS 2025) attraverso l’effetto combinato di contrattazione collettiva e politiche fiscali sostenute dalla CISL.
A fronte di un’inflazione cumulata del 17,4% dal 2019 al 2024:
• Redditi bassi: +14,5% netti (divario residuo: solo 2,9 punti)
• Redditi mediani: +16,9% netti (divario residuo: 0,5 punti)
• Redditi alti: +12,0% netti (divario residuo: 5,4 punti)
Contrariamente alla percezione di frammentazione, i dati confermano la solidità strutturale del nostro sistema contrattuale con il 99,3% dei lavoratori coperto da soli 204 contratti principali di oltre 96% coperti da contratti sottoscritti da CGIL CISL UIL.
“I dati dimostrano concretamente che l’azione contrattuale sindacale, integrata con politiche fiscali mirate, ha prodotto una redistribuzione progressiva sulle retribuzioni nette. Queste politiche sono oggi da rilanciare per la crescita delle retribuzioni dei redditi medi e bassi”, dichiara Mattia Pirulli, Segretario Confederale Nazionale CISL

