Salute

Milleproroghe, stretta finale alla Camera: scudo penale per i medici fino al 2026 e ricetta digitale definitiva

 Il Milleproroghe, nel capitolo sanità, non introduce riforme strutturali ma consolida e prolunga misure emergenziali. L’obiettivo è garantire continuità operativa al Servizio sanitario nazionale in attesa di interventi più organici. Intanto, la gestione resta fondata su deroghe, proroghe e strumenti straordinari.

L’Aula della Camera si prepara al via libera definitivo del decreto Milleproroghe, nel testo riformulato dalla Commissione Bilancio. Il provvedimento interviene su più fronti della sanità: responsabilità penale dei medici, carenza di personale, concorsi, digitalizzazione, assistenza agli sfollati ucraini e ricerca.

Il filo conduttore è uno: prendere tempo per garantire la tenuta del Servizio sanitario nazionale in una fase ancora segnata da carenze di organico e pressioni organizzative.

Scudo penale prorogato fino al 2026
Tra le misure più rilevanti c’è la proroga al 31 dicembre 2026 dello “scudo penale” per gli esercenti le professioni sanitarie. In presenza di una grave carenza di personale, la responsabilità penale resta limitata ai soli casi di colpa grave. Una norma nata in fase emergenziale e ora estesa per altri due anni, con l’obiettivo di tutelare i professionisti che operano in condizioni critiche.

Medici in pensione e limite di età fino a 72 anni
Sul fronte del personale, il decreto amplia gli strumenti già in vigore.

Fino al 31 dicembre 2026, ospedali e Asl potranno:

  • trattenere in servizio dirigenti medici e sanitari che abbiano superato i 65 anni, spostando il limite fino ai 72 anni;
  • riassumere personale sanitario andato in pensione dal 1° settembre 2023, su richiesta degli interessati.

Chi rientra dovrà scegliere tra pensione e nuova retribuzione. La misura, però, non si applica ai docenti universitari con attività assistenziale: resta limitata ai dipendenti del Servizio sanitario nazionale e del Ministero della Salute.

Prorogata anche la possibilità per Regioni e Province autonome di conferire incarichi semestrali di lavoro autonomo a medici, veterinari e operatori socio-sanitari in quiescenza, anche in deroga ai limiti di spesa.

Emergenza-urgenza e specializzandi
Fino al 31 dicembre 2026 restano validi i requisiti straordinari per partecipare ai concorsi nella medicina d’emergenza-urgenza: potranno accedere anche i medici che tra il 2013 e il 2024 abbiano maturato almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, nei pronto soccorso del Ssn con contratti flessibili o convenzioni.

Sempre per far fronte alle liste d’attesa e alla carenza di organico, nel 2026 gli enti del Ssn potranno continuare a conferire incarichi semestrali agli specializzandi e contratti a tempo determinato al personale sanitario e socio-sanitario, inclusi gli iscritti all’ultimo e penultimo anno di specializzazione.

Confermata fino al 2027 la deroga alle incompatibilità per infermieri, ostetriche, professioni riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione.

Concorsi e limiti anagrafici
Slittano diversi termini anche in materia di requisiti anagrafici:

  • fino al 31 dicembre 2026 viene esteso il limite dei 68 anni per l’accesso agli elenchi nazionali e regionali dei direttori generali, amministrativi e sanitari;
  • fino al 31 dicembre 2027 si terrà conto dei requisiti anagrafici per l’ammissione ai concorsi da dirigente chimico.

Non autosufficienza: rinviata la riforma operativa
Il decreto interviene anche sull’attuazione della riforma sulla non autosufficienza prevista dal decreto legislativo 29/2024.

Il termine per adottare il decreto ministeriale che definirà criteri di accesso ai Punti unici di accesso (PUA), composizione delle Unità di valutazione multidisciplinare (UVM) e lo strumento nazionale di valutazione multidimensionale passa da 18 a 30 mesi.

La sperimentazione della valutazione multidimensionale unificata slitta: partirà dal 1° gennaio 2027, mentre l’estensione al resto del territorio nazionale è prevista dal 1° gennaio 2028.

Ricetta dematerializzata definitiva
Diventa strutturale la ricetta medica dematerializzata. La digitalizzazione, già consolidata negli ultimi anni, entra a regime in via permanente.

Slitta invece al 31 dicembre 2028 il termine per completare l’obbligo di formazione continua relativo al triennio 2023-2025. Il nuovo triennio 2026-2028 parte regolarmente dal 1° gennaio 2026.

Fondi per disturbi alimentari e Ucraina
Prorogato anche per il 2026 il Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, con una dotazione di 10 milioni di euro.

Per l’assistenza sanitaria agli sfollati dall’Ucraina vengono stanziati 45 milioni di euro per il 2026 e 9 milioni per il 2027. Il Ministero della Salute, insieme a Regioni e Province autonome, verificherà i costi effettivamente sostenuti per le prestazioni erogate.

Ricerca animale e xenotrapianti
Il provvedimento modifica inoltre il decreto legislativo 26/2014, eliminando il divieto di procedure per le ricerche sugli xenotrapianti e sulle sostanze d’abuso. Dal 1° gennaio 2026 sarà possibile riutilizzare un animale già impiegato in altre procedure solo se la successiva è classificata come “lieve” o “non risveglio”.

Peste suina africana: commissario prorogabile
Viene estesa la possibilità di rinnovo dell’incarico del Commissario straordinario per il contrasto alla peste suina africana: il mandato potrà essere prorogato o rinnovato fino a un massimo di 36 mesi complessivi. Confermato il compenso di 30 mila euro annui, anche per il 2027.

Autore Vincenzo Petrosino
Categoria Salute
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