L'America è ancora lontana, ma intanto i play-off sono blindati. E non è poco, in un calcio che da anni si accontenta di poco. A Udine l'Italia ha battuto Israele 3-0: una vittoria netta nel punteggio, ma costruita senza fronzoli e senza alibi. Il successo di chi ha deciso che la maglia azzurra non è un accessorio da passerella, ma una divisa di lavoro.

Perché diciamolo: non è stata una passeggiata. Israele ha pressato, ha colpito, ha fatto paura. Ma questa volta l'Italia ha resistito. Ha sofferto. E alla fine ha colpito con la freddezza di chi ha imparato a non guardare il tabellino, ma il cronometro. Gattuso lo aveva detto chiaro: “Dobbiamo saper soffrire”. Finalmente qualcuno che parla come si gioca, non come si vende.

Gattuso, l'uomo che ha rimesso la tuta da lavoro all'Italia
In quattro partite, il nuovo Ct ha ribaltato l'approccio. Ha tolto l'Italia dalle mani dei teorici del “bel gioco” e l'ha riportata su un terreno più reale, più umano, più nostro. Difesa a tre, compattezza, spirito di squadra: non c'è nulla di rivoluzionario, ma in tempi di smarrimento anche il buon senso suona come una rivoluzione. “Ho visto grande spirito”, ha detto Gattuso. E aveva ragione. La differenza, stavolta, si è vista negli occhi.

Donnarumma, tanto criticato, ha risposto con due parate che valgono più di mille conferenze stampa. Retegui - stavolta - ha trasformato un rigore col gelo di un veterano e poi ha inventato un capolavoro balistico: un destro a giro che sembrava un atto politico, un manifesto del calcio concreto e operaio che Gattuso pretende.
A centrocampo, Barella, Tonali e Locatelli hanno lottato come si lotta nei cantieri o nei turni di notte: senza glamour, ma con orgoglio.

Questa Nazionale non cerca applausi, ma rispetto
Il 3-0 di Udine non è un fuoco d'artificio, è una dichiarazione di principio. Un'Italia che torna a essere squadra, che smette di chiedere scusa per il proprio realismo. Troppo spesso, nel nostro calcio, chi parla di sacrificio viene trattato come un retrò nostalgico. Ma i Mondiali non si vincono con gli hashtag. Si vincono correndo, difendendo, sputando sangue quando serve.
E per la prima volta dopo anni, si ha l'impressione che qualcuno — finalmente — lo abbia capito.

Gattuso, con la sua faccia dura e la voce roca, sta riportando un valore che si era perso: la dignità. La dignità di non avere paura di sporcare la maglia, di giocare anche quando il fiato finisce. L'Italia del “bel gioco” è morta, e va bene così: perché quella che nasce al suo posto è più vera, più viva, più nostra.

Il futuro è una trincea, non una vetrina
Ora vengono le ultime due partite, e poi forse i play-off. E sarà un'altra guerra. La Norvegia, con Haaland e il suo cinismo glaciale, resta avanti. Ma l'Italia non deve guardare a Oslo: deve guardarsi dentro.
Se servirà passare dai play-off, pazienza. L'importante è arrivarci con questa faccia, questa rabbia, questa compattezza. Perché chi sogna di andare in America a testa alta non può permettersi di essere leggero.

E allora sì, Gattuso non ha inventato niente. Ma ha ricordato a un Paese smemorato che il calcio, come la vita, è fatto di lavoro, errori e reazione.
È tornato lo spirito operaio dell'Italia che non chiede scusa. Quella che non incanta, ma convince.
E in tempi di mediocrità, convincere vale molto più che piacere.

 

Tabellino

ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Di Lorenzo, Mancini, Calafiori; Cambiaso (dal 39’st Spinazzola), Barella, Tonali (dal 47’Cambiaghi), Locatelli (dal 39’st Cristante), Dimarco; Raspadori (dal 1’st Esposito), Retegui (dal 47’st Piccoli). A disp: Meret, Vicario, Coppola, Gabbia, Udogie, Frattesi, Orsolini. Ct: Gattuso.

ISRAELE (4-3-3): Glazer; Dasa, (dal 44’st Mizrahi), Baltaxa, Blorian, Revivo: E.Peretz (dal 30’st Abu Fani), Gloukh, Khalaili (dal 27’st Toriel); Biton, Baribo (dal 27’st Turgeman), Solomon (dal 44’st Shua). A disp: Da. Peretz, Tzur, Gandelman, Azoulay, Noy, Gropper, Stoinov. Ct: Ben Shimon.

Marcatori: 47’pt rig. e 29’st Retegui (IT), 48’st Mancini (IT).

Arbitro: Turpin (Francia); Assistenti: Danos e Pages (Francia); Quarto ufficiale: Letexier (Francia); VAR: Dechepy (Francia); AVAR: Van Driessche (Belgio).

Note: 9.965 spettatori. Ammoniti: Biton (IS), Tonali (IT), Barella (IT).


Calendario 

  • 13 novembre, ore 18: Norvegia-Estonia (Oslo)
  • 13 novembre, ore 20.45: Moldova-ITALIA (Chisinau)
  • 16 novembre, ore 20.45: Israele-Moldova (Debrecen)
  • 16 novembre, ore 20.45: ITALIA-Norvegia (Milano)

Classifica:

  1. Norvegia 18 punti (6 gare disputate)
  2. ITALIA 15 (6)
  3. Israele 9 (7)
  4. Estonia 4 (7)
  5. Moldova 1 (6)