Oggi, presso la sede dell’Aran è stato sottoscritto il Ccnl dell’Area dirigenziale Istruzione e ricerca relativo al triennio 2022-2024. Il testo è stato sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali rappresentative.

Il contratto riguarda complessivamente 7.910 dirigenti: 7.550 dirigenti scolastici, tra cui i presidi delle scuole statali di ogni ordine e grado, e 360 dirigenti delle università e degli enti di ricerca. La sottoscrizione chiude formalmente il ciclo di tutti i rinnovi della tornata contrattuale 2022-2024, completando un percorso avviato attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali di categoria.

Il ministro: "La stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa. Confermiamo la volontà di avviare nel più breve tempo possibile l’Atto di indirizzo e le trattative per il triennio 2025-2027: assicurando così piena continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale"

Il lavoro di valorizzazione del personale scolastico procede a pieno ritmo:  una risposta concreta che il governo sta proseguendo venendo incontro a uno dei settori più delicati e nevralgici. Il ministro Valditara lo ha sottolineato a chiare lettere. “Con la firma odierna prosegue il nostro impegno concreto per la valorizzazione di chi guida le nostre scuole. Abbiamo voluto accelerare i tempi per garantire risposte economiche immediate e restituire centralità al ruolo della dirigenza scolastica. Il nostro lavoro non si ferma qui: la stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa. Confermiamo fin da ora la volontà di avviare nel più breve tempo possibile l’Atto di indirizzo e le trattative per il triennio 2025-2027: assicurando così piena continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale”.

Per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, l’incremento medio è di 503 euro al mese per 13 mensilità, pari al 6%. Il contratto riconosce inoltre arretrati dal 1° gennaio 2024: circa 5.800 euro medi per i dirigenti scolastici e circa 6mila euro medi per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca. “Con questa sottoscrizione – spiega l’Aran – si chiudono tutti i rinnovi della passata tornata contrattuale, un risultato raggiunto attraverso un confronto costante e un dialogo costruttivo con le organizzazioni sindacali. La firma all’Aran rappresenta un passaggio importante per il sistema pubblico dell’istruzione, dell’università e della ricerca: valorizza le responsabilità della dirigenza, consolida il ruolo della contrattazione collettiva e porta a compimento l’intero ciclo dei rinnovi della passata tornata contrattuale”.

“Per noi il riallineamento delle scadenze contrattuali è obiettivo fondamentale e necessario per garantire il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione degli ultimi anni e oggi minacciato dalle possibili ricadute delle vicende internazionali”, evidenzia il segretario generale della Cisl, Daniela Fumarola.