Amarcord: Nedo Sonetti
Buongiorno mister, ma è vero che se qualcuno non si allenava bene, lei lo attaccava al muro?
Non risponde. Poi: "Si sono dimenticati di me. Eppure sono salito in A 5 volte.
Qualcuno ha fatto meglio?
Pensano agli allenatori trentenni, ma lo specialista sono io.
Il più forte che ho allenato è Zenga, ma era un mattacchione e l'ho dovuto rincorrere più volte per il campo di San Benedetto del Tronto. L'Atalanta è stato un momento particolare della mia carriera . Ho avuto la fortuna di conoscere i Bortolotti e i Percassi, appassionati, tifosi, veri intenditori. Il primo anno non mi era stata chiesta la promozione e invece ce l'abbiamo fatta.
Io dividevo i miei giocatori in due categorie: i difensori e gli aggressori. Bella squadra: Donadoni, Pacione, Mutti, Agostinelli, Magrin. E' la squadra che ho allenato di più in A. Poi mi hanno cercato squadre blasonate, ma non sono mai riuscito ad agganciarmi .
Navigavo con squadre non da zona scudetto, ma mi sono comunque divertito. Ho chiuso male, è vero, ma c'erano stati molti infortuni. E dopo sono stato 30 anni a Bergamo.
La costruzione dal basso? E' ridicola. Una volta il regista di una squadra era Pirlo o uno come lui. Adesso il regista è diventato il portiere. Si vedono errori incredibili . Se venisse fatta solamente in alcuni momenti, potrebbe essere una soluzione valida, ma gli avversari ti studiano e ti attaccano mettendoti in difficoltà".
Nedo Sonetti
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(fonte: MOW - Casteddu)