Con una maggioranza sostenuta dal Ppe e dalle destre, l'Eurocamera ha dato il via libera definitivo a due modifiche del regolamento Ue sulle procedure di asilo, volte ad accelerare l'analisi delle richieste di protezione. Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia saranno ora considerati Paesi sicuri, e le richieste presentate dai cittadini di questi Stati saranno esaminate con procedura accelerata. Anche i Paesi candidati all'adesione all'Ue saranno presunti sicuri. Per quanto riguarda gli hub in Paesi terzi, le nuove norme consentono agli Stati Ue di concludere accordi per l'esame delle domande in loco.

Gli Stati membri potranno inoltre designare ulteriori paesi di origine sicuri a livello nazionale, fatta eccezione per quelli rimossi dall'elenco Ue. Gli Stati membri potranno applicare il concetto di paese terzo sicuro a un richiedente asilo che non sia cittadino di quel paese, dichiarando inammissibile la sua domanda di protezione a livello Ue. Per farlo, deve essere soddisfatta almeno una delle tre condizioni seguenti: esistenza di un legame tra il richiedente e un paese terzo (come la presenza di familiari, una precedente permanenza nel paese); il richiedente sia transitato da un paese terzo prima di arrivare nell'Ue, dove avrebbe potuto richiedere protezione effettiva; esistenza di un accordo o intesa con un paese terzo, a livello bilaterale, multilaterale o dell'Ue ad eccezione dei minori non accompagnati. In base alla nuova legislazione infine i paesi Ue potranno concludere accordi con paesi terzi per esaminare in loco le richieste di protezione.  Ancora una volta insomma Europa sembra voler seguire la politica migratoria portata avanti dal governo Meloni, che sta diventando un modello per tutta Europa

Il rapporto sui Paesi di origine sicuri, presentato dall'eurodeputato di Fratelli d'Italia (Ecr)  Alessandro Ciriani e approvato oggi dal Parlamento europeo, è  "destinato a cambiare le sorti della gestione delle politiche migratorie in Europa" e rappresenta "il frutto di un lavoro della  nostra delegazione, in piena sinergia con il nostro governo, che dà finalmente un cambio di passo". Lo ha commentato  il capodelegazione di FdI all'Eurocamera Carlo FIDANZA a margine del voto.

L'eurodeputato sottolinea anche "l'ampissima maggioranza con cui  questo voto è stato approvato: 408 voti a favore, ben al di là della somma dei voti dei gruppi di centrodestra, Popolari, Conservatori, Patrioti, Sovranisti, più altri voti che si sono aggiunti anche da altri gruppi. Persino dal gruppo socialista, con buona pace della sinistra italiana, che invece oggi ha ritenuto di mettere ancora una  volta la faccia dalla parte sbagliata".

Per FIDANZA, è "giusto che gli italiani sappiano chi si impegna per garantire frontiere sicure e sicurezza nelle nostre città e chi ancora una volta invece fa di tutto per cercare di annacquare norme europee non più rinviabili, che oggi sempre di più il resto d'Europa prende a modello e segue, e che invece una sinistra italiana in ritardo con la storia continua ad ostacolare.