Meloni verso il vertice NATO con altri 17 miliardi per la difesa mentre sanità e scuola restano in emergenza
Alla vigilia del vertice NATO di Ankara, il governo di Giorgia Meloni si presenta con un impegno destinato a far discutere: secondo le ricostruzioni pubblicate da diversi organi di stampa, l'Italia porterà sul tavolo dell'Alleanza un percorso di incremento della spesa per difesa e sicurezza che vale circa 17 miliardi di euro nel prossimo biennio. Un investimento che rientra nell'obiettivo di rafforzare progressivamente il contributo italiano agli impegni dell'Alleanza Atlantica.
La decisione di destinare nuove risorse alla difesa è stata fatta nonostante difficoltà croniche nella sanità pubblica, nella scuola, nei trasporti e nel sostegno ai redditi. Il problema non è soltanto quanto spendere, ma soprattutto quali priorità fissare in una fase in cui molte famiglie continuano a fare i conti con il costo della vita e con servizi pubblici sotto pressione... oltre al fatto che nessuno sa dove il governo possa trovare questi soldi, considerato il bilancio delllo Stato e la procedura di infrazione da parte di Bruxelles, ancora attiva.
Il governo rivendica invece una scelta che considera inevitabile. Palazzo Chigi sostiene che rispettare gli impegni assunti con gli alleati rappresenti una necessità strategica e che una parte rilevante dell'aumento riguardi anche investimenti classificati come sicurezza, dalla protezione delle infrastrutture alla cybersicurezza e alla difesa delle frontiere. La linea dell'esecutivo è che sicurezza e difesa costituiscano un interesse nazionale e non possano essere considerate alternative agli investimenti sociali.
Negli ultimi giorni Donald Trump è tornato ad attaccare, deridendola pubblicamente, Giorgia Meloni con un nuovo post sui social alla vigilia del summit, alimentando le tensioni già emerse nelle settimane precedenti. Quanto accaduto, in base all'evidenza dei fatti, dimostra che l'allineamento dell'Italia alle richieste dell'amministrazione statunitense non garantisce necessariamente un rapporto privilegiato con Washington. Dal governo, invece, si continua a minimizzare l'episodio, definendolo una provocazione destinata a non modificare la linea italiana nei rapporti con gli Stati Uniti e con la NATO.
Resta il nodo di fondo. Ogni euro destinato a un capitolo di bilancio rappresenta una scelta politica, e proprio su questo terreno si concentrerà il confronto dei prossimi mesi. Il governo e la sua maggioranza ritengono indispensabile rafforzare la capacità di difesa dell'Italia in un contesto internazionale sempre più instabile; le opposizioni, correttamente e logicamente, replicano che la vera sicurezza dei cittadini passi anzitutto attraverso ospedali efficienti, scuole meglio finanziate, salari più elevati e servizi pubblici capaci di rispondere alle esigenze quotidiane.