Dopo la ricca anteprima di martedì, la 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è entrata ufficialmente nel vivo. E lo ha fatto con un protagonista di assoluto prestigio: George Clooney, che ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera durante la cerimonia di apertura nella Sala Grande del Palazzo del Cinema.

La “preapertura” aveva già regalato emozioni e spettacolo, con la proiezione della versione restaurata di "Col cuore in gola" di Tinto Brass e un grande evento firmato Warner Bros. e HBO per celebrare i 25 anni di "Harry Potter e la pietra filosofale", il primo capitolo cinematografico della saga del maghetto più famoso del mondo. Ora, però, è tempo di fare sul serio. E Venezia riparte da una delle sue vecchie, amatissime conoscenze.

George Clooney non ha mai nascosto il suo legame speciale con la Mostra. «La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito e ricevere il Leone d’Oro è un onore immenso. A Venezia, ho vissuto tantissimi momenti straordinari. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così», ha dichiarato l’attore americano. Per Clooney, del resto, Venezia è molto più di una semplice tappa professionale. La sua storia con il festival comincia nel 1998, quando arriva al Lido con “Out of Sight” di Steven Soderbergh, al fianco di Jennifer Lopez. Da allora, le sue presenze, ufficiali e non, sono state più di dieci.

Nel suo percorso veneziano, ci sono film importanti come “Good Night, and Good Luck”, presentato nel 2005 e diretto dallo stesso Clooney, che proprio a Venezia conquistò il premio per la migliore sceneggiatura; “Gravity” di Alfonso Cuarón, nel 2013, accanto a Sandra Bullock; e, naturalmente, anche uno degli eventi più personali della sua vita: il matrimonio con Amal Alamuddin, celebrato proprio sulla laguna nel 2014. «La mia storia d’amore con Venezia dura da 30 anni, mi sono anche sposato qui. È stato quello il momento più bello, sarei nei guai se non lo dicessi», ha scherzato Clooney durante la conferenza stampa. «Ma è una città romantica e di speranza, come questo festival».

Il Leone d’Oro non vuole celebrare soltanto il divo hollywoodiano, ma soprattutto l’artista capace di muoversi davanti e dietro la macchina da presa. Lo ha sottolineato il direttore della Mostra, Alberto Barbera: «In ciascuno dei suoi film, Clooney ha modulato il suo registro senza mai tradire se stesso: ironico e malinconico, affascinante e riflessivo, brillante e capace di profondità inaspettate». E i nove film diretti da Clooney raccontano proprio questa seconda anima: da “Confessioni di una mente pericolosa” a “Good Night, and Good Luck”, da “Le idi di marzo” a “Suburbicon”, opere ambiziose e spesso lontane dalle convenzioni della Hollywood più tradizionale, nelle quali emerge anche la sua attenzione per l’impegno sociale e umanitario. «Non faccio più il regista per stare di più con la mia famiglia, ma è bello tornare a fare l’attore», ha spiegato Clooney.

Una scelta che, però, non significa rinunciare al valore della narrazione. «Narrare storie è qualcosa di cui abbiamo bisogno, non possiamo farne a meno. Per imparare a vedere il mondo, dobbiamo conoscere le storie degli altri», ha aggiunto, ricordando l'importanza di film capaci di raccontare realtà lontane, dall’Iran al Libano, ma che in fondo parlano di esperienze universali.

La curiosità di questa 83ª edizione è che, paradossalmente, Venezia sembra meno affollata di star hollywoodiane rispetto ad altre annate. In compenso, il programma punta forte sugli autori e sul cinema italiano, con ben cinque film italiani in concorso. Tra i titoli più attesi figurano “Bunker” di Florian Zeller, con Penélope Cruz e Javier Bardem, “Succederà questa notte” di Nanni Moretti, con Louis Garrel, Jasmine Trinca e Angela Finocchiaro, “Primetime” di Lance Oppenheim con Robert Pattinson, “Il fuoco che ti porti dentro” di Edoardo De Angelis con Vanessa Scalera e Lino Musella, “Ritorno a Buenos Aires” di Marco Bechis con Adriano Giannini, “L’estranea” di Paolo Strippoli con Jasmine Trinca, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi e Romana Maggiora Vergano, “The Echo Chamber” di Andrea Pallaoro, con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon, e “Look Back” di Hirokazu Kore-eda. Non mancano poi i grandi nomi nelle sezioni fuori concorso e collaterali.

Ci saranno “Scherzetto” di Mario Martone, con Toni Servillo e Serena Rossi, “Nessun dolore” di Gianni Amelio, con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea, “Father Joe” di Barthélémy Grossmann, con Al Pacino e Kiefer Sutherland, e “Bucking Fastard” di Werner Herzog, con Kate e Rooney Mara e Orlando Bloom. Spazio anche alla musica con il documentario sugli Oasis, “Don’t Look Back in Anger”, dedicato a Liam e Noel Gallagher. Luca Guadagnino porterà, invece, “Joe de vivre”, il suo omaggio a Bernardo Bertolucci. E non mancherà nemmeno la televisione, con un assaggio della serie “Peccato”, che mette insieme un cast decisamente fuori scala: Emanuela Fanelli, Paola Cortellesi, Caterina Balivo, Geppi Cucciari, Fabio Fazio, Sabrina Ferilli, Gigi Marzullo, Valerio Mastandrea, Tullio Solenghi e persino il Gabibbo.

A dare ufficialmente il via alla competizione è stato “Ink”, il nuovo film di Danny Boyle, con Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy. Ambientato a Londra nel 1969, il film racconta la trasformazione del Sun: da quotidiano in crisi a giornale destinato a diventare il più venduto d’Inghilterra, grazie a una svolta popolare e scandalistica destinata a cambiare per sempre il volto della stampa britannica. “Ink” sarà il primo dei 20 film in concorso per il Leone d’Oro, che verrà assegnato nella serata conclusiva di sabato 12 settembre.

Ma prima ancora di conoscere il vincitore, Venezia ha già il suo primo grande protagonista. George Clooney è salito sul palco della Sala Grande per ricevere il Leone d’Oro alla Carriera. Un riconoscimento che suggella una lunga storia d’amore con il cinema, con il festival e con una città che, per lui, non è mai stata soltanto una splendida cornice. Perché a Venezia, Clooney è arrivato da attore, è tornato da regista, ha presentato film, ha incontrato il pubblico e ha persino pronunciato il fatidico “sì”. Ora torna da leggenda del cinema. E la Mostra, ancora una volta, può finalmente cominciare.