Ogni anno, nel cuore della foresta amazzonica, la tribù dei Kayapo celebra una figura enigmatica chiamata Bep-Kororoti, il cui nome viene tradotto come “colui che viene dal cosmo”.
Secondo una tradizione tramandata oralmente da generazioni, questo misterioso visitatore sarebbe giunto sulla Terra in tempi remoti, lasciando un ricordo così profondo da trasformarsi in una leggenda ancora viva.
Un antico racconto della tribù descrive Bep-Kororoti come un essere dotato di poteri straordinari:
«Il guerriero dal cosmo sembrava provare piacere nel vedere la fragilità di queste persone. Nell’intento di voler dare loro una dimostrazione del suo potere, alzò l’arma di tuono e, indicando prima un albero e poi una roccia, distrusse entrambi. Tutti compresero che Bep-Kororoti voleva dimostrare di non essere venuto per fare la guerra».
Storie come questa alimentano da decenni una delle ipotesi più affascinanti e controverse della cultura contemporanea: quella degli antichi astronauti, secondo cui visitatori extraterrestri avrebbero raggiunto la Terra in epoche remote, influenzando lo sviluppo delle civiltà umane e venendo successivamente venerati come divinità.
La storia dell’umanità, così come viene generalmente ricostruita dagli archeologi, descrive un percorso evolutivo che conduce dagli strumenti in pietra alle moderne tecnologie. Tuttavia, alcuni ricercatori e appassionati ritengono che miti, leggende e monumenti del passato contengano tracce di eventi che non sarebbero facilmente spiegabili con le conoscenze tradizionali.


