"Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini lancia un chiaro allarme sui dazi al 10% annunciati dagli Stati Uniti: insieme alla svalutazione del dollaro, comporterebbero un impatto reale del +23,5% sui prezzi dei prodotti italiani, con una perdita stimata di 20 miliardi di export e 118mila posti di lavoro entro il 2026. Non si tratta solo di beni di lusso, spiega Orsini in un’intervista al Corriere della Sera, ma anche di settori sensibili al prezzo come macchinari, mezzi di trasporto e pelletteria. Per questo, avverte, considerare questi dazi “sostenibili” sarebbe un grave errore: il contraccolpo sull’industria italiana sarebbe pesantissimo".

Questo è quanto comunicava in una nota il 4 luglio scorso il Centro Studi Confindustria. La considerazione odierna, visto quanto accettato da von der Leyen ieri è molto semplice:

"Come si fa a considerare per l'Italia un buon accordo quello che fissa i dazi al 15%, quando erano già considerati un disastro al 10%?"