Con la Stagione dei premi che si avvia alla sua fase conclusiva con gli Oscar a marzo, lo sguardo dell’industria è già rivolto al futuro. Come ogni anno, il Sundance e la Berlinale aprono il nuovo ciclo festivaliero insieme all’European Film Market, snodo centrale per il lancio dei titoli destinati a segnare il 2026 e, con ogni probabilità, la successiva corsa ai premi. È in questo momento che iniziano a emergere i progetti più attesi, tra grandi ritorni d’autore e produzioni che promettono di dominare il dibattito critico per l’Awards Season 2026/2027.

Tra questi, il nuovo melodramma di Pedro Almodóvar, Amarga Navidad, riflessione su lutto e rinascita emotiva, il dramma bellico identitario Coward di Lukas Dhont (Girl, Close), Parallel Tales del regista iraniano Asghar Farhadi (Oscar per Una Separazione  e Il cliente) con Isabelle Huppert e Vincent Cassel. E ancora un altro premio Oscar come Ryusuke Hamaguchi (Drive My Car) torna con Soudain con Virginie Efira, Tao Okamoto, indagine sull’intimità e la comunicazione, mentre Marie Kreutzer (Il corsetto dell'Imperatrice) firma il thriller psicologico Gentle Monster con Léa Seydoux

Sul versante storico e politico spiccano Wild Horse Nine di Martin McDonagh con Sam Rockwell e John Malkovich, Fjord di Cristian Mungiu con Sebastian Stan e Renate Reinsve e la satira sociale The Entertainment System is Down di Ruben Östlund con Keanu Reeves e Kirsten Dunst.

Completano la selezione 1949 di Paweł Pawlikowski con Sandra Hüller nei panni della figlia di Thomas Mann, e Minotaur del regista russo Andrey Zvyagintsev, tragedia morale sul potere e la colpa. Dieci titoli destinati a definire il cinema europeo del prossimo anno.