Amarcord: Eugenio Fascetti
“Nel calcio non inventi niente. La grande Ungheria già aveva il falso nove, ad esempio. Non sopporto il tiki-taka.
Non sopporto il nuovo lessico. Ripartenze, densità difensiva.
La Juve ha conquistato tanti scudetti di fila perché aveva un muro dietro. Ricordatevi, con il libero si vince. È così dai tempi di Beckenbauer, di Scirea, di Passarella. Ora, invece, nelle scuole calcio si insegnano subito la zona e il pressing. Eppure il calcio è semplice: dribbli un avversario e sei in superiorità numerica. Oggi chi salta un avversario è una piacevole eccezione.
Cosa mi immagino per il mio futuro?
Voglio ancora vivere a lungo, a patto di avere ancora la testa lucida. Poi mi piacerebbe che qualche giovane allenatore venisse a vedere i miei diari. Ho sempre scritto tutto il mio lavoro, giorno dopo giorno, anno dopo anno”.
Eugenio Fascetti
Fonte: varesenoi