Così il capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato, Lucio Malan, in una dichiarazione rilasciata a Roma all'Agenzia Vista, lunedì 11 agosto 2025:

"Dopo anni difficili, il turismo segna una svolta. Altro che crisi, i dati dicono che sempre più italiani vanno in vacanza e sempre più stranieri vengono in Italia. Anche questo è frutto delle scelte del governo Meloni, di Fratelli d'Italia di puntare sull'occupazione e sul taglio delle tasse in busta paga".

Curiosamente però, l'agenzia AGI fa sapere che i balneari hanno chiesto un tavolo a Santanchè contro le spiagge deserte, poiché la desertificazione dei lidi non è un episodio passeggero, ma un campanello d'allarme che segnala un problema strutturale capace di minacciare l'intero indotto turistico italiano.

Secondo i dati diffusi da Confimprenditori, nel solo mese di luglio molte località costiere hanno registrato un calo medio delle presenze del 15% rispetto al 2024, con punte negative fino al 25% in alcune aree. La tendenza è chiara: spiagge sempre più vuote nei giorni feriali e affollamento concentrato quasi esclusivamente nei weekend.

Il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, punta il dito contro due fattori principali, il calo del potere d'acquisto delle famiglie italiane e l'aumento generalizzato dei costi:

"Il turismo interno soffre e il rischio è di un effetto domino devastante".

Gli operatori balneari hanno inviato un appello al ministro del Turismo, Daniela Santanchè, chiedendo la convocazione immediata di un tavolo straordinario con istituzioni, associazioni di categoria e operatori del settore. L'obiettivo è analizzare le cause della crisi e individuare soluzioni concrete per evitare un collasso che, stando ai dati, metterebbe a rischio migliaia di attività: dagli stabilimenti storici ai chioschi, dai ristoranti ai negozi stagionali.

Il comparto balneare, ricordano le associazioni, genera ogni anno oltre 110 milioni di presenze e un indotto economico di miliardi di euro, sostenendo migliaia di piccole e medie imprese. La chiusura di queste realtà significherebbe perdere un patrimonio economico, occupazionale e sociale di enorme valore.

Ruvolo non usa mezzi termini: "La politica non può andare in vacanza mentre milioni di italiani non possono più permettersela. Chi governa ha il dovere di rendere il mare accessibile ai cittadini e il lavoro sostenibile per le imprese. Servono misure immediate, non slogan per la prossima stagione. La crisi è adesso e va affrontata subito".

Evidentemente il senatore Malan ha qualche problema di "sincronizzazione" con la realtà... il guaio è che non sembra l'unico ad esserne colpito nella maggioranza di governo. Forse un'epidemia?