Cultura e Spettacolo

Un equilibrio tra ricerca e sensibilità

Un lavoro che si distingue per misura e profondità, capace di unire mondi diversi senza forzature. L’ascolto richiede attenzione, ma restituisce un percorso coerente e personale, in cui la dimensione musicale accompagna con rispetto quella poetica.

 

 

Questo brano unisce poesia e musica in modo molto diretto: è stato un punto di arrivo o un nuovo inizio per te?

Credo che la vita artistica di ciascun musicista, compositore ed artista in generale, segua una naturale evoluzione originata da costanti processi di sintesi, modifiche del pensiero, nuove conoscenze ed esperienze il cui motore è la curiosità, l’esplorazione e, dunque, il coraggio.  Dopo svariati anni nei quali ho cercato di affrontare stili, linguaggi musicali e culturali differenti e anche, apparentemente, distanti tra loro, il contatto con il teatro e l’approfondimento letterario mi ha svelato le enormi possibilità espressive che legano il suono alla poesia, il significante della parola alla musica.  Le reminiscenze musicali dei concerti per i quali da ventenne ho potuto conoscere ed affrontare i lieder romantici hanno dato una proiezione significativa alla cura di un concetto musicale da riproporre e al quale legarsi in questo ultimo periodo. Recuperare la forma melodica seguendo o addirittura guardando oltre i percorsi agonici e dinamici, immergendosi in ciò che caratterizza la propria personalità e storia musicale (il jazz, la vena melodica della canzone italiana del Novecento) ma restando sempre nel limite del fruibile: ecco una sfida possibile che oggi mi spinge a proporre musica.

Nel verso “oltre le effimere età” sembra esserci una riflessione sul tempo: è un tema centrale nel tuo percorso?

Il tempo e di conseguenza l’eternità sono elementi appena percepibili in una dimensione umana. Tuttavia, l’esistenza di concezioni come kairos e di mobilità dell’eternità, proprie del pensiero di Aristotele e Platone, entrano pienamente nell’ordine dell’armonia cosmica e , dunque, della bellezza. È attraverso la Bellezza, e forse solo per mezzo di essa, che riusciamo a comprendere l’esistenza, o almeno cerchiamo di farlo. È un percorso musicale artistico, filosofico e soprattutto di contatto con un reale che va ben oltre l’effimero e diventa “l’eterno ritmo delle cose”.

In alcuni momenti il brano sembra quasi più pensato per un ascolto attento che immediato: è una scelta consapevole?

La direzione seguita nell’interpretare la poesia con la musica, affronta lo stile raffinato e al tempo stesso complesso di Comi con una sorta di leggerezza sonora, quasi in punta di piedi e nella modalità più discreta. Anche in questo aspetto, l’equilibrio tra poesia e musica è il principale obiettivo come, del resto,  il messaggio di Armonia cosmica di Comi, nella quale tutto si fonde e fa parte di un’eterna Creazione. E dunque l’intenzione musicale sia di questo singolo “Canto dell’estate”, poesia di Girolamo Comi,  che di tutto l’album “Tu non conosci il sud”, su poesie di Bodini, Toma, Pagano e dello stesso Comi,  segue una linea espressiva intimistica che entra in simbiosi con la poesia, non limitandosi ad “accompagnare” il testo e il canto, ma cercando un’amplificazione del significante proprio nel timbri elevati e a volte eterei presenti in questo testo ma che sono propri dell’intera poetica di Comi.   Ecco dunque che la collaborazione con musicisti di elevata sensibilità e musicalità come Marco Chiriatti al sax e Stefano Rielli al contrabbasso si rivela non solo di grande efficacia, ma riesce a stabilire equilibri sonori, grazia esecutiva e donare input importanti all’interpretazione sia in studio che nei live.

Che tipo di evoluzione immagini per la tua discografia nei prossimi anni?

Nell’immediato sono fortemente attratto dalla scrittura di Stefano Benni, in particolare modo dalle sue poesie tra ironia e profondità, tra surreale e ritmo jazz. È un’ispirazione forte e provo ad affrontare una sfida totalmente differente dalle precedenti.  Penso inoltre a un linguaggio dove far coesistere sensazioni poetiche e futuristiche con sonorità elettroniche, sentieri in qualche modo già percorsi da grandi artisti, in un’apertura di linguaggi ancora più totalizzante.

https://open.spotify.com/intl-it/track/4nssc7Gr36je3b8MxEgIuw

Autore edoardo79
Categoria Cultura e Spettacolo
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