Sanità, Schillaci: “Liste d’attesa problema principale. Ora servono le Regioni per cambiare passo”
Le liste d’attesa restano il nodo più critico della sanità italiana e il principale ostacolo all’accesso alle cure per milioni di cittadini. Un problema che, secondo il ministro della Salute Orazio Schillaci, non può più essere rimandato.
Intervenendo in videocollegamento all’Investing for Life Health Summit, il ministro ha sottolineato come il governo abbia deciso di affrontare la questione con una legge organica pensata per incidere in modo concreto su uno dei punti più deboli del sistema sanitario.
“Le liste d’attesa sono percepite dagli italiani come il problema principale del sistema sanitario, una criticità che da decenni rappresenta un vero e proprio ostacolo all’accesso alle cure”, ha dichiarato Schillaci. “Questo governo ha scelto di non ignorare l’annoso problema e di intervenire con misure chiare e incisive”.
Secondo il ministro, l’esecutivo ha già fatto la propria parte introducendo nuove regole e strumenti di controllo per monitorare l’erogazione dei servizi sanitari. Tuttavia, per rendere davvero efficaci le misure, è necessario il contributo diretto delle amministrazioni regionali.
“Abbiamo bisogno del contributo fattivo delle Regioni per attuare queste misure”, ha spiegato Schillaci, sottolineando la necessità di una collaborazione più stretta tra i diversi livelli istituzionali. “Serve un cambio di passo che ritengo non sia più procrastinabile”.
Nel suo intervento il ministro ha anche richiamato il dibattito sul ruolo dello Stato nella gestione della sanità, tradizionalmente affidata alle Regioni. Un tema tornato al centro della discussione dopo i risultati di un sondaggio realizzato da Euromedia Research e presentato durante il convegno.
L’indagine mostra infatti una crescita della percentuale di cittadini che, pur senza mettere in discussione l’autonomia regionale, ritengono che un maggiore ruolo dello Stato potrebbe migliorare l’efficienza del sistema sanitario, garantire più uniformità nell’assistenza e ridurre le disuguaglianze ancora presenti tra le diverse aree del Paese.
“È un dato che deve farci riflettere”, ha osservato Schillaci.
Il ministro ha ricordato che già oggi lo Stato esercita funzioni di controllo e monitoraggio, con l’obiettivo di tutelare i cittadini. In particolare, il livello centrale verifica il rispetto degli adempimenti regionali nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e l’equità nell’accesso alle cure, oltre al rispetto dei tempi di attesa.
Un sistema di vigilanza che, nelle intenzioni del governo, dovrà diventare sempre più stringente per garantire prestazioni tempestive e ridurre le disparità territoriali che continuano a caratterizzare la sanità italiana.