STRASBURGO- Oggi un atto foriero di grande innavazione: intitolare una delle sale principali del Parlamento europeo di Strasburgo a Benedetto da Norcia, santo patrono d’Europa. E' pur vero che i simboli rendono visibile ciò che altrimenti sarebbe invisibile: l’appartenenza, la memoria, l’identità, il senso della nostra vita.
"Non è stato semplice, perché per decenni, qui dentro, è stato vietato qualunque cenno al Cristianesimo - così nella nota di Nicola Procaccini, ex Sindaco FdI di Terracina, parlamentare europeo del gruppo di destra ECR e Co-Presidente del Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei .
Una furia laicista che impedì anche la citazione delle radici cristiane nella Carta costituzionale europea.

D’altra parte, fu proprio grazie alle abbazie benedettine disseminate in tutto il continente che la cultura occidentale, laica e religiosa, è sopravvissuta, giungendo fino a noi.
Pensate che persino la parola “parlamentum”, fu inventata dai monaci benedettini. Eppure fino ad oggi, avreste trovato sale e salette intitolate a chiunque, tranne a San Benedetto da Norcia.
Finalmente ce l’abbiamo fatta. È una vittoria simbolica, lo so. Ma i simboli rendono visibile ciò che altrimenti sarebbe invisibile: l’appartenenza, la memoria, l’identità, il senso della nostra vita."
(In foto al fianco dell'immagine di San Benedetto, l'on. Nicola Procaccini)


