Israele, perla di democrazia: 70 parlamentari chiedono l'espulsione di Ayman Odeh per le sue dichiarazioni su Gaza
Come ha reagito la Knesset dopo che il deputato Ayman Odeh, leader del gruppo che rappresenta gli arabi israeliani, ha pronunciato parole di sostegno nei confronti della popolazione di Gaza e dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane? A seguito delle sue dichiarazioni, oltre la metà dei suoi membri, 70 per la precisione, ha firmato una petizione per chiederne l'espulsione.
L'iniziativa è guidata dal parlamentare del Likud, Avichai Boaron, che ha rivendicato pubblicamente la raccolta delle firme. "Il popolo ebraico trionferà su Gaza", ha affermato Boaron in una dichiarazione ufficiale, attaccando duramente Odeh per un suo precedente intervento in aula durante il quale aveva affermato che "Gaza trionferà sulla politica di guerra, uccisioni e distruzione di massa, e che il popolo palestinese trionferà sull'occupazione"... prima che venisse trascinato via!
Parole che hanno scatenato l'indignazione di una larga parte del parlamento israeliano, soprattutto tra le fila della destra e del governo.
La petizione, pur non avendo ancora effetti immediati, rappresenta una mossa politica pesante: è un tentativo diretto di espellere un parlamentare eletto, sulla base delle sue posizioni politiche e del suo dissenso pubblico.
Ayman Odeh ha risposto con fermezza, dichiarando che le sue parole "rappresentano la coscienza umana" e godono del sostegno della "stragrande maggioranza dei popoli del mondo". Ha poi accusato i firmatari della petizione di ipocrisia e silenzio davanti ai crimini contro i civili: "Nessuno di loro ha condannato l'uccisione di bambini a Gaza. Anzi, alcuni hanno chiesto la completa distruzione della Striscia."
Odeh ha infine ribadito la sua posizione con determinazione: "Starò al fianco delle forze nazionali e di ogni persona democratica dotata di coscienza. Affronteremo questa frenetica campagna con fiducia e con ferme convinzioni."
L'episodio evidenzia ancora una volta la polarizzazione estrema della politica israeliana, dove l'opposizione alla guerra viene trattata sempre più come una questione di "tradimento" piuttosto che come una legittima espressione politica. Il caso Odeh segna un nuovo capitolo nello scontro tra la maggioranza di governo e le voci arabe all'interno della Knesset. E mentre le tensioni aumentano, il dibattito pubblico si sposta sempre più lontano da ogni possibilità di dialogo. E c'è ancora qualche sponsor al soldo dello Stato ebraico che pretende di descrivere come unico responsabile delle nefandezze di Israele il solo Netanyahu e, al massimo alcuni dei suoi ministri.
Gli sponsor del sionismo messianico e nazifascista, fingono di non vedere che a Gaza gli ordini di Netanyahu vengono eseguiti da militari di ruolo e riservisti, mentre in Cisgiordania e a Gerusalemme est i cosiddetti coloni, rubano e ammazzano, con l'aiuto dell'esercito, senza soluzione di continuità, occupando la terra dei palestinesi (che pretendono di chiamare Giudea e Samaria), con la finalità di creare uno Stato ebraico che vada dal fiume al mare! Sono cittadini israeliani... ebrei.
Ma in questo caso, i vari Mentana, Molinari, Segre, Fiano, Parenzo, Di Segni, Pacifici, Fadlun... e compagnia cantante non hanno nulla da obiettare sugli intenti genocidari dello Stato ebraico. Costoro si stracciano le vesti per lo slogan Free Palestine, ma fanno finta di non aver visto e di non vedere quello che fa dal 1967 lo Stato ebraico di Israele.
E se glielo ricordi... sei un antisemita!