Marquez trionfa in Ungheria e conquista la vittoria numero 100
Ci sono vittorie che valgono un trofeo. E poi ci sono vittorie che valgono una carriera. Quella conquistata da Marc Marquez al Gran Premio d'Ungheria appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Sul rinnovato circuito di Balaton Park, il campione spagnolo ha completato una delle imprese più significative della sua straordinaria parabola sportiva, tornando sul gradino più alto del podio dopo un lunghissimo calvario fisico e sportivo. Una vittoria che coincide con un traguardo storico: il successo numero 100 nel Motomondiale, ottenuto proprio nell'anno in cui la Ducati celebra il centenario della propria fondazione e nel quale il team ufficiale di Borgo Panigale conquista la sua centesima affermazione nella classe regina.
L'ultima vittoria dello spagnolo risaliva al Gran Premio di Misano dello scorso anno. Poche settimane più tardi era arrivato il podio in Giappone che gli aveva consegnato matematicamente il titolo mondiale 2025. Poi il destino aveva presentato il conto: il violento incidente in Indonesia provocato dal contatto con un altro pilota, gli infortuni, l'operazione, mesi lontano dalle piste e un rientro nel 2026 reso complicato da una spalla ancora dolorante e da una frattura al piede rimediata a Le Mans.
Una sequenza di ostacoli che avrebbe scoraggiato molti campioni. Non lui.
Dopo il rientro al Mugello appena una settimana fa, Balaton Park ha certificato il ritorno del vero Marquez: pole position, vittoria nella Sprint del sabato e dominio nella gara della domenica.
Se il risultato finale porta la firma di Marquez, buona parte dello spettacolo è stata merito di Pedro Acosta.
Il giovane talento della KTM aveva già mostrato durante prove e qualifiche di possedere il passo necessario per contendere la vittoria al campione del mondo in carica. E in gara ha mantenuto la promessa.
I due spagnoli hanno dato vita a una battaglia intensa, aggressiva ma corretta, che per lunghi tratti ha ricordato i grandi duelli che hanno segnato la storia recente della MotoGP.
Acosta sapeva di dover sfruttare immediatamente il vantaggio garantito dalla scelta della gomma morbida posteriore. Marquez, al contrario, aveva optato per una media, più efficace sulla distanza.
Una differenza strategica che ha caratterizzato la gara che è stata inizialmente stravolta da un incidente spettacolare e pesantissimo per la classifica mondiale.
Pochi metri dopo lo spegnimento del semaforo, Jorge Martin ha perso il controllo della sua Aprilia in frenata, trasformandosi involontariamente in una sorta di proiettile impazzito.
Lo spagnolo ha centrato in pieno diversi piloti già impegnati nella prima curva, provocando una carambola che ha coinvolto Marco Bezzecchi, Fermin Aldeguer, Raul Fernandez, Fabio Di Giannantonio e lo stesso Martin.
Il bilancio è stato devastante: Aldeguer, Fernandez, Bezzecchi e Martin sono stati costretti al ritiro. Solo Di Giannantonio è riuscito a ripartire, pur compromettendo irrimediabilmente la propria gara.
L'incidente ha avuto conseguenze pesanti anche nella corsa al titolo. I primi due della classifica generale, Bezzecchi e Martin, sono infatti rimasti entrambi a secco di punti.
Con il gruppo sconvolto dal caos iniziale, l'attenzione si è rapidamente concentrata sul duello al vertice.
Marquez ha mantenuto inizialmente il comando, ma già al secondo passaggio Acosta ha sferrato il primo attacco portandosi avanti.
Il pilota KTM ha quindi tentato la fuga, sfruttando il picco prestazionale della gomma morbida. Giro dopo giro è riuscito a costruire un margine vicino al secondo di vantaggio, dando l'impressione di poter prendere il largo.
Era però soltanto il primo atto della battaglia. Dal sesto giro in avanti la Ducati numero 93 ha iniziato a cambiare ritmo.
Marquez ha fatto registrare il giro più veloce della corsa, poi si è ulteriormente migliorato nelle due tornate successive, iniziando a rosicchiare decimi preziosi al leader.
Acosta ha risposto con la stessa moneta, abbassando ulteriormente il record della pista in gara. Ma il pilota Ducati continuava ad avvicinarsi.
Quando il campione del mondo ha raggiunto la KTM, il confronto è entrato nella sua fase più spettacolare.
Al quattordicesimo passaggio è arrivato il primo sorpasso di Marquez. Acosta ha immediatamente replicato con una manovra aggressiva. Poche curve dopo i due si sono nuovamente scambiati le posizioni, arrivando persino a sfiorarsi.
Una battaglia corpo a corpo, fatta di staccate al limite, traiettorie incrociate e grande coraggio.
La svolta è arrivata al quindicesimo giro. Dopo aver studiato il rivale per diversi passaggi, Marquez ha sferrato l'attacco decisivo. Questa volta Acosta non è riuscito a controreplicare.
La maggiore costanza garantita dalla gomma media ha iniziato a fare la differenza. Il pilota KTM ha progressivamente perso terreno mentre il campione spagnolo aumentava il ritmo.
Negli ultimi giri la situazione si è stabilizzata. Marquez ha controllato senza errori fino alla bandiera a scacchi, tagliando il traguardo da vincitore e liberando tutta la propria emozione.
Alle spalle dei due protagonisti, Francesco Bagnaia ha disputato una gara solida ma priva di particolari sussulti. Favorito dall'incidente iniziale che ha eliminato diversi avversari, il pilota Ducati si è stabilmente insediato in terza posizione senza mai avere il ritmo per attaccare la coppia di testa né la necessità di difendersi dagli inseguitori.
Per il piemontese si tratta comunque di un podio importante che consente alla Ducati di completare una splendida tripletta nel weekend ungherese.
Se c'è una costante di questa stagione, si chiama Ai Ogura. Il giapponese del team Trackhouse continua a confermarsi uno dei protagonisti più sorprendenti del campionato.
Partito soltanto dalla decima posizione, ha nuovamente messo in scena una rimonta spettacolare che lo ha portato fino al quarto posto finale, esattamente come accaduto una settimana prima al Mugello. Una capacità di recupero ormai diventata il suo marchio di fabbrica.
Alle spalle di Ogura hanno chiuso Luca Marini e il sorprendente rookie Diogo Moreira, autore di un'altra prestazione convincente nella sua stagione d'esordio in MotoGP.
Settima posizione per Iker Lecuona, chiamato a sostituire l'infortunato Alex Marquez nel team Gresini. Lo spagnolo, impegnato abitualmente nel WorldSBK, ha saputo sfruttare al meglio l'occasione. Completano la top ten Jack Miller, Enea Bastianini e Brad Binder.
Da segnalare anche la prova di Fabio Di Giannantonio che, nonostante il coinvolgimento nella maxi-caduta iniziale, è riuscito a ripartire chiudendo dodicesimo.
L'incidente che ha eliminato contemporaneamente Bezzecchi e Martin ha congelato la situazione nelle posizioni di vertice del campionato. Il vantaggio del pilota Aprilia resta infatti di 20 punti sul compagno di squadra spagnolo.
Alle loro spalle, però, Pedro Acosta continua ad avvicinarsi pericolosamente a Di Giannantonio, dal quale lo separano ormai soltanto sei lunghezze. Una lotta che promette scintille nelle prossime settimane.
Il Motomondiale tornerà tra due settimane sullo storico tracciato di Brno, in Repubblica Ceca.