*_©Angelo Antonio Messina
Book Pride, manifestazione di punta dell’editoria indipendente italiana giunta alla sua decima edizione, si conferma anche quest’anno un crocevia vitale per la cultura italiana contemporanea. Dal 20 al 22 marzo, negli spazi del Superstudio Maxi di Milano, il pubblico sarà immerso nel tema portante della rassegna “La speranza è la cosa con le piume”, una formula poetica che svela la fragile ma urgente tensione verso la fiducia in un domani migliore. In questo affascinante contesto, il ritorno del Gruppo Il Sole 24 ORE (stand E52-F51) non è solo un evento espositivo, ma un momento di incontro e di riflessione che merita un’analisi critica approfondita, poiché racchiude in sé l’essenza di un’offerta editoriale capace di attraversare culture, linguaggi e saperi con rigore e passione.
Dalla molteplicità dei suoi cataloghi – che spaziano dall’attualità economica alla cultura manageriale, dal benessere personale all’arte visiva – Il Sole 24 ORE intreccia un discorso rilevante sulla funzione sociale dell’editoria, una funzione che va ben oltre la semplice divulgazione. Di fatto, l’editore si pone come una sorta di “architetto culturale”, intento a costruire ponti tra competenze tecniche e sensibilità artistiche, impiegando il libro come medium privilegiato di conoscenza ma anche di emozione, esperienza estetica e capacità interpretativa. Questa duplice anima del Gruppo – pragmatica e creativa – emerge chiaramente dalla selezione presentata a Book Pride, dove testi di formazione si affiancano a volumi dedicati all’immaginazione e alla narrazione visiva.
Il valore di questa scelta editoriale si manifesta ancora più nitidamente nella dimensione performativa del Gruppo, ovvero nei tre appuntamenti che animano la fiera e che fungono da momenti di confronto vivente con autori, esperti e pubblico. Ciascuno di questi incontri rappresenta un tassello di un mosaico complesso e sfaccettato, in cui il potere delle storie – come strumento di trasformazione individuale e collettiva – viene esplorato con passione e lucidità.
Il primo incontro, tenutosi venerdì 20 marzo nella Sala Adelaide, con il titolo “L’umorismo è una cosa seria (anche al lavoro)”, rappresenta senza dubbio uno degli elementi più innovativi e culturalmente fecondi dell’intera programmazione del Gruppo. Germano Lanzoni e Fania Alemanno, portavoce di HBE – Humor Business Experience, hanno saputo dimostrare con coinvolgimento ed efficacia come l’umorismo, spesso considerato un mero strumento di svago, sia in realtà una competenza relazionale di prim’ordine. Questo dialogo dimostra un cambio di paradigma nell’approccio al lavoro e alle dinamiche organizzative: la risata non è soltanto sollievo o evasione, ma un catalizzatore di empatia, creatività e benessere. Lo humor diviene dunque un codice sottile, una forma di intelligenza emotiva che permette di stemperare i conflitti e rinsaldare i legami all’interno dei team aziendali. È una lezione preziosa in tempi in cui la tensione e la frammentazione sociale rischiano di minare la produttività e la qualità delle relazioni professionali. Tale valorizzazione dell’umorismo come risorsa strategica testimonia l’ambizione del Gruppo Il Sole 24 ORE di stimolare un pensiero laterale e critico, offrendo strumenti concreti per migliorare non solo la sfera lavorativa ma anche quella umana.
Il secondo evento, presentato sempre il 20 marzo nella Sala Book Young, è stato dedicato all’opera Armonia di Debora De Nuzzo. In un’epoca in cui la conflagrazione tra vita privata e professionale è materia quotidiana di ansie e disagi, la riflessione proposta dall’autrice sul benessere personale assume i connotati di un invito profondo ma gentile a ripensare il nostro rapporto con noi stessi e con il tempo. La domanda “come stiamo davvero?” mette in luce una crisi esistenziale che travalica le condizioni materiali per toccare le radici dello spirito contemporaneo. De Nuzzo guida il lettore verso una concezione integrata e fluida della vita, in cui l’armonia non è un rigido equilibrio tra settori separati ma un’intesa complessiva e dinamica che richiede attenzione, ascolto e cura. L’intreccio fra cultura, formazione e creatività – che contraddistingue la proposta editoriale del Gruppo – si manifesta qui con forza, facendo emergere la letteratura non come semplice testo, bensì come esperienza trasformativa e risorsa imprescindibile per affrontare l’instabilità del mondo moderno. È un messaggio potente, che parla di amore per sé stessi e per la vita, e che si inserisce perfettamente nel tema generale della manifestazione, risvegliando speranze e consapevolezze in un pubblico che cerca senso oltre il caos.
Il terzo incontro, sabato 21 marzo in Auditorium, offre un altro sguardo raffinato sulla cultura italiana, questa volta attraverso la figura emblematica di Mina raccontata da Frank Pagano nel suo volume Mina: la formula di un successo italiano. Qui si incrociano storia, arte e strategia in un racconto lirico e rigoroso che riesce a fondere l’ammirazione per un’artista icona con l’analisi di un modello di leadership innovativo. Mina, con la sua indipendenza, la disciplina e il coraggio di scelte pionieristiche, diventa simbolo di una visione che trascende la mera attività musicale per divenire esempio di creatività al servizio dell’evoluzione culturale e imprenditoriale. Attraverso questo ritratto, l’autore e le interlocutrici Marta Cagnola e Anna Paterlini riflettono sulla relazione tra arte e management, mostrando come la capacità di innovare e guidare possa nascere dalla passione e dall’intelligenza emotiva. Questo dialogo è particolarmente significativo nel contesto attuale, dove le organizzazioni cercano modelli di riferimento capaci di coniugare talento artistico e solidità strategica. Il libro e l’incontro diventano così un invito a riconoscere nelle figure culturali non solo ispirazioni estetiche, ma anche fonti di insegnamenti pratici e di visioni nuove per il futuro.
Nel suo insieme, la partecipazione del Gruppo Il Sole 24 ORE a Book Pride è un esempio emblematico di come l’editoria possa essere strumento di dialogo tra mondi diversi – economia, arte, psicologia, formazione – e di come essa possa contribuire a costruire narrazioni alternative alla frammentazione e all’incertezza del presente. La manifestazione milanese diventa così un laboratorio culturale e politico, dove i libri non sono meri oggetti commerciali ma veicoli di idee, emozioni e azioni capaci di incidere sulle traiettorie sociali e personali.
Questa edizione del Gruppo Il Sole 24 ORE a Book Pride sembra offrire una risposta concreta e multidimensionale alla domanda inquietante che permea il nostro tempo: come coltivare la speranza, quella “cosa con le piume” così delicata eppure così indispensabile? Attraverso la valorizzazione dell’umorismo come strumento relazionale, la promozione di un benessere integrato e armonioso e la celebrazione di una leadership artistica e innovativa, il Gruppo propone una visione dell’umanità che non si arrende alla crisi ma la attraversa con intelligenza e cuore.
La presenza del Gruppo Il Sole 24 ORE a Book Pride è un forte segnale culturale che conferma quanto l’editoria indipendente, pur nel suo mondano apparire, custodisca la chiave per aprire porte verso il futuro. Non è un caso che questa proposta unisca rigore e immaginazione, formazione e creatività, analisi e poesia. È un appello a tutti i lettori, professionisti, artisti e semplici appassionati a partecipare attivamente a questo movimento di idee, ad accogliere la sfida di pensare e vivere in modo diverso, più umano e più profondamente connesso.
Così il Gruppo Il Sole 24 ORE, attraverso la sua offerta editoriale e i suoi appuntamenti a Book Pride, non solo racconta storie, ma crea storie – destinate a lasciare un’impronta duratura nel panorama culturale italiano, alimentando quelle nuove forme di speranza senza le quali ogni progresso rischierebbe di restare sterile utopia.
*_©Angelo Antonio Messina

