«Il tempo si ciba di noi. Ossessione di un fantasma è il percorso di una donna in lotta con le sue fragilità e i propri idealismi, alla ricerca di un senso della propria esistenza, fino a scoprire che esiste anche un abbraccio verso sé stessi, un prendere per mano la creatura originaria immacolata che alberga dentro sé. Dentro ognuno di noi. E allora la lotta, diventa pace, quiete. Ma è anche un romanzo poetico in cui si sviscera una storia d’amore intensa ed avvolgente». È con queste parole che l’autrice, Marisa Brandano, descrive la sua ultima opera, pubblicata nella collana “I Diamanti della Narrativa” dell’Aletti Editore e disponibile anche nella versione e-book. Un romanzo intenso e visionario che attraversa con rara sensibilità i territori della memoria, della perdita e della trasformazione interiore. «La vita - afferma l’autrice sarda, che vive ad Olbia - è uno scenario da animare, una tela da dipingere. Instabile, misteriosa. Benché il tempo voracemente fagociti emozioni, storie, volti, corpi e vite, l’anima ne esce indenne, resiste. Libera di sognare e volteggiare fino all’ultimo respiro, in un viaggio tra reale e virtuale».
La protagonista è Alma, una donna sospesa tra il dolore per ciò che ha perduto, il rimpianto per un amore incompiuto e la costante ricerca di una verità profonda. Nella sua quotidianità si inserisce la presenza simbolica e quasi fiabesca di Agata, un fantasma che incarna una parte profonda e irrisolta della sua psiche. «Brandano - scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore - sembra voler mostrare che l’essere umano vive costantemente sospeso fra realtà e immaginazione, i “fantasmi” non sono soltanto presenze narrative, ma sono parti di noi che continuiamo a portarci dentro». In questo mondo al confine tra sogno e autoanalisi, Agata si materializza per farle da guida e supporto, capace di riportare Alma con i piedi per terra nei momenti di disorientamento. Faccia a faccia con il lutto per la madre, le ferite affettive e la paura della solitudine, Alma affronta un vero e proprio viaggio esistenziale senza timore dei propri tumulti interiori. «Io seguo l’onda del fluire. E lì, sono le cose che si svelano a noi. Il dolore è necessario. Basta saperlo distillare. E, così, si trasforma in fonte rigenerativa e di crescita» - sottolinea Marisa Brandano, che si occupa principalmente del mondo interiore femminile. Per l’autrice «la scrittura è il privilegio di poter entrare nella magia del mondo ideale. E’ il raggiungimento di una dimensione».
Con uno stile lirico, denso di suggestioni ed evocazioni, Il tempo si ciba di noi si rivela un inno alla resilienza: un invito a custodire la speranza e a celebrare il miracolo della rinascita interiore. «A me basterebbe che stanziasse un raggio di luce - conclude l’autrice -. E gli albori di una rinascita baciata dall’amore verso sé stessi. Un amore non sterile, ma che rinforza e si espande fino ad abbracciare il mondo».
L’opera sarà in esposizione al prossimo Salone Internazionale del Libro di Torino, previsto per maggio 2027, negli spazi Aletti Editore.

