Esteri

Nuovo naufragio nel Mediterraneo alla vigilia di Pasqua: 71 i dispersi, solo 32 i sopravvissuti

Un nuovo dramma si è consumato nel Mediterraneo centrale. Il 4 aprile era stata segnalata un'emergenza: un'imbarcazione in legno si era capovolta, lasciando decine di persone in acqua, esposte al rischio immediato di annegamento.

L'aereo di ricognizione Seabird 2 è intervenuto individuando, nei pressi della zona del naufragio, due navi mercantili: IEVOLI GREY e SAAVEDRA TIDE. All'arrivo dei soccorsi, la situazione appariva già disperata. Diverse persone erano ancora in mare, mentre erano stati avvistati almeno due corpi senza vita. L'imbarcazione, ormai alla deriva, stava affondando rapidamente, aggravando ulteriormente il pericolo per chi si trovava ancora a bordo.

La nave SAAVEDRA TIDE ha calato una scialuppa di salvataggio per recuperare i naufraghi, mentre entrambe le imbarcazioni hanno iniziato a imbarcare i sopravvissuti.

Solo nelle ore successive è emersa la reale portata della tragedia. A bordo dell'imbarcazione viaggiavano 105 persone. Di queste, appena 32 sono sopravvissute, salvate dalle due navi mercantili. Questa mattina, i superstiti e i corpi di due vittime sono stati trasferiti a Lampedusa. All'appello mancano ancora 71 persone, disperse in mare.

Un bilancio devastante che si inserisce in una sequenza ormai continua. Solo quattro giorni fa, sull'isola erano stati sbarcati 19 corpi senza vita, morti assiderati durante la traversata.

Non si tratta, secondo le organizzazioni umanitarie, di tragedie isolate, ma di un fenomeno sistemico lungo le rotte migratorie del Mediterraneo. Un confine che continua a trasformarsi in un luogo di morte, mentre il numero delle vittime cresce nel silenzio delle politiche criminali dell'Europa e del governo fascista di Giorgia Meloni.

Autore Roberto Castrogiovanni
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