È il minuto 84 della partita Messina - Livorno del 29 Maggio 2025.
Salvatore Sullo indossa la fascia da capitano e si appresta a rientrare in campo, dopo cinque mesi terribili.
È il dicembre 2004 quando si accorge di uno strano rigonfiamento all'altezza dell'inguine. Pensa che sia una semplice ciste e se la fa asportare senza dire nulla alla famiglia.
In realtà gli esami istologici arrivano come una mazzata a sconvolgere la vita e la sua carriera: si tratta di Linfoadenite virale, un tumore che colpisce il sistema linfatico.
In questi cinque mesi affronta un'importante operazione chirurgica e conseguenti cicli di chemioterapia che gli fanno perdere i capelli.
Decide di affrontare la malattia con coraggio, forza di volontà ed autoironia non perdendo le sue abitudini.
Continua ad andare agli allenamenti, a respirare l'aria di campo, a vivere lo spogliatoio.
Non rinuncia alla quotidianità per non deprimersi.
Nella sua testa, da buon napoletano e quindi superstizioso, ha solo un obiettivo: non terminare la stagione con 17 presenze.
Viene accontentato, nonostante non fosse completamente guarito: quei sei minuti, con la fascia al braccio, sono forse i più belli della sua carriera.
Rappresentano la rinascita, dopo un viaggio all'inferno.
Tutto lo stadio San Filippo, tutta Messina si alza in piedi per salutare il ritorno del loro "Sindaco", com'è stato ribattezzato dai tifosi.
Un uomo in grado di trascinare la sua squadra dalla Serie C fino alla Serie A, dopo 38 lunghi anni.
Una storia a lieto fine che è giusto ricordare e raccontare alle altre generazioni.
Sei un grande uomo, complimenti Sasà Sullo...