La Presidente della Commissione Europea ha delineato la sua visione di Europa nel discorso odierno sullo Stato dell'Unione: sovranità, difesa comune e una nuova indipendenza economica e tecnologica per affrontare un mondo pericoloso. Al centro, il sostegno all'Ucraina e la necessità di una posizione forte sul Medio Oriente.

In un mondo segnato da guerre imperialistiche, dipendenze strategiche strumentalizzate e un nuovo ordine mondiale basato sulla forza, l'Europa non può più permettersi il lusso della nostalgia. Deve combattere. Questo il messaggio forte e chiaro lanciato dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, nel suo atteso discorso sullo Stato dell'Unione di fronte al Parlamento Europeo a Strasburgo.

In un intervento solenne e a tratti drammatico, von der Leyen ha dipinto un quadro di un'Unione sotto pressione, dove i cittadini "sentono mancare il terreno sotto i piedi" a causa della crisi globale, dell'aumento del costo della vita e del "turbinio di eventi" dai telegiornali, dalle immagini di Gaza agli attacchi russi in Ucraina.

"Non basta aspettare che passi la tempesta", ha avvertito. "Si profila uno scontro per un nuovo ordine mondiale. Quindi, sì, l'Europa deve combattere e conquistarsi un posto".

La risposta a queste sfide, secondo la Presidente, è una sola: l'indipendenza. Una parola che per l'Europa significa "la facoltà di poter scegliere il nostro destino". Una missione che si articola in diversi campi:

  • Sicurezza e Difesa: Von der Leyen ha annunciato piani concreti per una "Unione europea della difesa", con il piano "Prontezza 2030" che potrebbe mobilitare 800 miliardi di investimenti. Ha proposto la creazione di un "muro di droni" per la sorveglianza del versante orientale e un "semestre europeo della difesa" per coordinare gli sforzi.

  • Tecnologia e Energia: Controllare le tecnologie e le energie del futuro è cruciale. La Presidente ha annunciato un' "Alleanza per i droni" con l'Ucraina, investimenti massicci nell'IA europea e nelle gigafabbriche, e un "patto per l'industria pulita" per mantenere in Europa la produzione di tecnologie verdi.

  • Economia: Per competere, von der Leyen ha promesso di combattere la burocrazia (riducendo i costi per le imprese di 8 miliardi l'anno), di completare il mercato unico e di lanciare un fondo "Scaleup Europe" da miliardi di euro per evitare che le start-up più promettenti fuggano all'estero.

Il momento più toccante del discorso è stato dedicato all'Ucraina. Von der Leyen ha portato all'attenzione dell'emiciclo la storia di Sasha, un bambino di 11 anni rapito dalle forze russe a Mariupol, e di sua nonna Liudmyla, che ha attraversato mezza Europa per riportarlo a casa. Una storia simbolo delle "decine di migliaia di bambini ucraini" deportati.

"La libertà dell'Ucraina è la libertà dell'Europa", ha dichiarato con forza. Per sostenere Kiev, ha annunciato misure concrete:

  • Un vertice internazionale per il rimpatrio dei bambini rapiti.
  • La creazione di un prestito di **fino a 170 miliardi di euro** per l'Ucraina, utilizzando gli interessi generati dai beni russi bloccati.
  • Un nuovo programma di sostegno militare, "Vantaggio militare qualitativo".

La Presidente non ha evitato il tema spinoso del conflitto israelo-palestinese, definendo le immagini da Gaza "semplicemente devastanti" e denunciando la "carestia provocata dall'uomo usata come arma di guerra".

Annunciando una linea più dura verso il governo di Netanyahu, von der Leyen ha detto: "L'Europa deve fare di più". Le sue proposte includono:

  • La sospensione del sostegno bilaterale a Israeleda parte della Commissione.
  • Sanzioni contro "ministri estremisti e coloni violenti".
  • La sospensione parziale dell'accordo di associazione Ue-Israele su questioni commerciali.

Ha ribadito la necessità di un cessate il fuoco immediato, dell'accesso agli aiuti umanitari e della soluzione dei due Stati, pur condannando senza riserve gli attacchi "atroci" di Hamas del 7 ottobre.

Il filo rosso di tutto il discorso è stato un appello accorato all'unità. "Il nocciolo della questione è semplice: l'Europa è abbastanza unita?", ha chiesto von der Leyen. "Oppure vogliamo solo litigare gli uni con gli altri e farci paralizzare dalle nostre divisioni?"

La sua risposta è stata un invito a stringersi attorno alla "maggioranza democratica europeista" per trasformare le ambizioni in realtà. Un'unità necessaria non solo per resistere alle minacce esterne, ma per proteggere la democrazia interna dalla disinformazione e per affrontare le preoccupazioni dei cittadini su alloggi, costo della vita e sicurezza.

"Questa lotta è profondamente radicata nel nostro essere europei", ha concluso, ricordando le battaglie per la libertà del passato. "80 anni fa il nostro continente era un inferno in terra. 40 anni fa era diviso da un muro. Ma i cittadini europei hanno sempre deciso di lottare per un futuro migliore. È ciò per cui lotto ogni singolo giorno".