Il destino del nostro Paese è sempre stato strettamente legato agli interessi politico-militari degli Sati Uniti in Europa per la sua posizione strategica. John F. Kennedy veniva spesso in Italia con la sua famiglia a trascorrere le vacanze, evidentemente fu interessato al nostro Paese ancor prima della sua elezione alla Casa Bianca

Chi furono i mandanti dell’uccisione del Presidente Kennedy e di suo fratello Bob non lo sapremo mai ma ci sono aspetti dei due tragici episodi che sono stati volutamente trascurati: quei “delitti politici” furono compiuti per impedire l’affermazione di un’amministrazione improntata sulla graduale abolizione delle discriminazioni raziali (e qui si ricollega anche l’assassinio di Martin Luther King) ma soprattutto perché voleva sottrarre gli USA dal ruolo di poliziotto del mondo.

L’Italia sperimentò questa nuova direzione politica della Casa Bianca che portò il nostro Paese a divenire la quinta potenza industriale a livello mondiale sotto la guida di Enrico Mattei.

John Kennedy conosceva molto bene le condizioni di arretratezza, di povertà, di analfabetismo e di servilismo imposte alla popolazione italiana dalle caste feudali dominanti: nobiltà, proprietari terrieri e clero da secoli la facevano da padroni soffocando nel sangue ogni protesta.  Sapeva bene che furono gli Stati Uniti con i suoi alleati europei privilegiati come la Francia e l’Inghilterra a restaurare - di fatto - il fascismo alla guida del Paese nel 1947 (fu senza dubbio un golpe bianco) e permettere al Parlamento di varare una Costituzione democratica nel 1948: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. 

Kennedy capiva molto bene la natura del popolo italiano, la forte presenza del comunismo era dovuta alle oggettivamente inaccettabili condizioni di vita che costringevano moltissimi padri di famiglia ad emigrare per non morire di fame, non sapevano né leggere né scrivere per questo venivano trattati malissimo e utilizzati per lavori rischiosi che nessun cittadino del paese ospitante voleva fare.  Per risolvere il “problema” del comunismo occorreva un po' di benessere ciò avrebbe modificato gli equilibri politici interni e così è stato. 

Il “miracolo italiano” fu sponsorizzato proprio dall’amministrazione Kennedy che aiutò Enrico Mattei nelle relazioni con i paesi produttori di petrolio ottenendo forniture a condizioni vantaggiose, la cosa indispettì le “sette sorelle” come Mattei soprannominò, in senso dispregiativo, la cricca delle compagnie petrolifere che dominava il mercato mondiale.

Il capitale pubblico che fu realizzato in pochi anni con il lavoro e il denaro dei contribuenti italiani fu determinante per il cambiamento della vita di milioni di cittadini e rappresentava la garanzia di un tranquillo futuro per le nuove generazioni ma la classe economica predatoria non l’avrebbe permesso.

Contemporaneamente sorgeva e si andava affermando il nuovo modello di imprenditoria etica promossa e guidata da Adriano Olivetti con successo, anche questo fenomeno non era gradito a chi concepiva il rapporto lavorativo in stile feudale inoltre vi era un settore che l’industria Olivetti andava sviluppando quella dell’informatica che gli americani non avrebbero mai permesso fosse all’appannaggio di un’impresa italiana.

Contemporaneamente allo sviluppo economico, Kennedy voleva stabilità politica per il nostro Paese, cercò di individuare una persona seria ed affidabile nella classe politica dominante ma senza successo, alla fine scelse Enrico Mattei come possibile candidato alla carica di capo di un governo affidabile e costruttivo per garantire all’Italia un futuro dignitoso anche politicamente. Ma tutto fu spezzato dalle tragiche morti di tutti i protagonisti di un cambiamento che avrebbe aperto le porte ad un mondo diverso dall’attuale. Tutto si concluse tra il 1960 e il 1963.

Il primo a cadere fu Adriano Olivetti nel 1960, questo geniale imprenditore aveva costruito a Ivrea un polo industriale d’avanguardia che avrebbe potuto trasformare l’area torinese in un centro europeo dell’innovazione elettronica avvalendosi di un brillante ingegnere di origine cinese, Mario Tchou che realizzò il supercalcolatore Elea, uno dei più avanzati al mondo. Dopo la morte di Olivetti l’ingegner Tchou aveva riunito i migliori talenti italiani e credeva nella possibilità di competere con gli Stati Uniti e Gran Bretagna anche senza il sostegno pubblico che fu garantito principalmente da Roberto Olivetti, figlio di Adriano, che assunse la guida dell’impresa. 

Nel 1961 Mario Tchou morì in un incidente stradale mai del tutto chiarito, si è ipotizzato il solito “lavoretto sporco” della CIA molto attiva nel settore della tutela degli interessi americani nel mondo, nel caso specifico dell’IBM e l'azienda dovette affrontare gravi difficoltà finanziarie, che la portarono a sottostare alle decisioni del "Gruppo di intervento". 

Il "Gruppo di Intervento” era un consorzio formato da grandi istituzioni finanziarie italiane, tra cui IMI, Fiat, Mediobanca, Pirelli e La Centrale, chiamato ad intervenire per salvare l'azienda dalla crisi finanziaria, ma in realtà si occupò di "svendere" il suo settore più strategico, l'informatica, alla General Electric. Con questo evento finisce il sogno dell’autonomia tecnologica dell’Italia.

È mia opinione che gli Stati Uniti non avrebbero mai permesso alla Olivetti di divenire l’impresa leader del settore informatico, le difficoltà finanziarie sono state lo strumento per stroncare un’impresa che minacciava il monopolio informatico che l’imprenditoria statunitense intendeva imporre e sfruttare e vi era un altro aspetto che aveva suscitato l’odio della categoria industriale: il modello di imprenditoria etica che Adriano Olivetti intendeva esportare in tutto il mondo. 

Nel 1962 morì Enrico Mattei, simbolo di un’Italia creativa e avviata verso un’autonomia energetica. È stato appurato che l’aereo su cui viaggiava Mattei cadde a seguito di un sabotaggio al carrello anteriore dove fu piazzata una carica esplosiva che si innescò automaticamente in fase di atterraggio.

La loro assenza lasciò spazio al predominio statunitense nell’informatica e delle “Sette Sorelle” nel petrolio.

Nel 1963 fu assassinato a Dallas il Presidente Kennedy e con lui si chiuse definitivamente una fase storica che portava un’alternativa alla realtà politica, economica, militare attuale.

Con la fine della famiglia Kennedy anche il partito democratico americano ha perso la sua identità. L’esperienza “Barak Obama” lo ha dimostrato.

Con la morte di Olivetti e di Mattei l’Italia ritornò al suo ruolo originario, anzi peggio. Tutto il patrimonio pubblico è stato svenduto, le privatizzazioni hanno ridotto questo Paese ad un cimitero di strutture pubbliche che dopo essere state sfruttate, sono state lasciate andare in malora e abbandonate al loro destino; per incrementare i profitti l’ambiente nazionale è stato oltraggiato dagli interramenti e dagli sversamenti dei rifiuti tossici, contaminanti e radioattivi prodotti dalle industrie del Nord ed europee; le delocalizzazioni nei paesi arretrati per sfruttare il lavoro a basso costo hanno portato disoccupazione e miseria in patria e arricchimenti facili per coloro che hanno approfittato della situazione a danno non solo dei lavoratori ma anche dei consumatori.

All’imprenditoria etica di Olivetti si è contrapposta quella predatoria che ha sovvertito le regole della concorrenza leale distruggendo il vero tessuto economico del Paese rappresentato dalle attività familiari - artigianali e commerciali - e dalle medie imprese che sono state risucchiate dalla grande distribuzione e dalle grandi imprese.

Ormai un mondo senza regole sta soppiantando ideali e virtù, progetti e speranze, fiducia e compassione e soprattutto il futuro di tutti non solo delle nuove generazioni: il potere manifesta la sua crudeltà e violenza senza curarsene, Trump è l’alfiere di un sistema imperialistico che ha sempre covato nelle segrete stanze della massoneria nera. Quanto durerà e come andrà a finire dipenderà da quanto e da come noi ci opporremo ad esso.