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Serie A: Cremonese-Genoa 0-0, Parma-Verona 2-1


Allo Zini vince la paura: finisce 0-0 tra Cremonese e Genoa

Finisce senza reti la sfida della 25ª giornata tra Cremonese e Genoa allo Stadio Giovanni Zini. Uno 0-0 povero di emozioni che fotografa bene la tensione e la prudenza delle due squadre, entrambe ferme al 16° posto con 24 punti, tre in più rispetto a Fiorentina e Lecce (con i salentini che devono recuperare una gara).

Nel primo tempo è il Genoa allenato da Daniele De Rossi a rendersi più pericoloso, prima con un tentativo dalla distanza di Messias deviato in corner da Audero e poi con l’occasione più nitida: Norton-Cuffy calcia con precisione verso l’angolo, ma il portiere rossogrigio si supera con un intervento decisivo. La Cremonese risponde soprattutto su palla inattiva, sfruttando la fisicità di Milan Djuric, che nel finale di tempo tenta una rovesciata sugli sviluppi di corner senza però trovare la deviazione vincente.

Nella ripresa il copione non cambia. Il Genoa parte meglio e sfiora il vantaggio ancora con Messias, che dopo uno scambio rapido calcia verso il primo palo mancando di poco l’incrocio. Con il passare dei minuti, però, cresce la Cremonese, sempre pericolosa con Djuric che al 65’ serve Grassi per un tiro dal limite neutralizzato da Bijlow. De Rossi prova a cambiare l’inerzia inserendo Ekator, Martin e Baldanzi – al debutto in rossoblù – ma i cambi non producono l’effetto sperato. Nel finale l’occasione più clamorosa capita ai padroni di casa, con Bonazzoli che in pieno recupero colpisce la traversa. Il risultato non si sblocca: allo Zini prevale la paura di perdere su quella di vincere.
 

Il Verona si arrende al 92': Pellegrino stende l'Hellas e rilancia il Parma

Serve il “Parma time” al Parma di Cuesta per piegare l’Hellas Verona guidato da Sammarco in una gara rocambolesca, decisa soltanto nei minuti di recupero. Al Tardini finisce 2-1, un successo che vale una fetta importante di salvezza per i ducali, ora saliti a quota 29 punti. La partita si mette subito in discesa per i padroni di casa grazie al sinistro potente di Bernabè dopo appena quattro minuti, conclusione che sorprende Montipò. Poco dopo l’Hellas resta in dieci per l’espulsione di Orban, punito dall’arbitro Pairetto per un insulto seguito a un mancato fischio. Il Parma prende il controllo del match e sfiora più volte il raddoppio con Strefezza e Britschgi, ma senza trovare il colpo del ko. Così, quasi contro l’inerzia della gara, arriva l’episodio che riapre tutto: Bowie conquista un rigore dopo un contatto con Circati e Harroui dal dischetto firma l’1-1.

Nella ripresa si gioca quasi esclusivamente nella metà campo scaligera. Cuesta prova a dare nuova linfa inserendo Ondrejka e Oristanio, ma il Parma continua a faticare sotto porta nonostante le numerose occasioni. Strefezza è il più ispirato e colpisce anche una traversa con un tiro a giro, mentre Bernabè e lo stesso Ondrejka impegnano più volte la difesa ospite. L’Hellas resiste con ordine fino ai minuti di recupero, quando entra in scena ancora una volta il “Parma time”.

Come già accaduto a Bologna, è un argentino a decidere: cross di Nicolussi Caviglia e colpo di testa vincente di Pellegrino che fa esplodere il Tardini per il definitivo 2-1. Tre punti pesantissimi per i ducali, mentre per gli scaligeri la sconfitta assume il sapore di una mezza condanna.

Autore Alessandro Lugli
Categoria Sport
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