Presentato in concorso alla Berlinale 2026, In A Whisper (À voix basse) conferma la maturità autoriale di Leyla Bouzid, tra le voci più incisive del cinema magrebino contemporaneo. Dopo il successo di À peine j’ouvre les yeux, rivelato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia 2015, la regista torna con un’opera che intreccia dramma familiare e tensione investigativa. Il film ha già attirato l’interesse del mercato europeo e arriverà in Italia distribuito da Fandango, sostenuto da un cast di grande rilievo che include Hiam Abbass e Marion Barbeau.

La protagonista Lilia, giovane donna trasferitasi a Parigi, è costretta a rientrare in Tunisia per il funerale dello zio. Il ritorno riapre fratture mai sanate: la famiglia ignora la sua vita francese e la relazione con la donna che ama. Il lutto si trasforma presto in indagine quando Lilia decide di chiarire le circostanze della morte dello zio, scoprendo una rete di silenzi, omissioni e verità sepolte. 

Bouzid costruisce un racconto intergenerazionale che sfida i tabù sociali e familiari, mescolando intimità emotiva e mistero narrativo. Tra tenerezza e inquietudine, In A Whisper indaga il conflitto tra identità personale e aspettative culturali, trasformando la ricerca della verità in un gesto di emancipazione.