Obesità: colpa del cibo più che della sedentarietà
Oggi, una persona su otto nel mondo è affetta da obesità, una condizione cronica che pregiudica lo stato di salute generale e che negli ultimi 35 anni ha visto raddoppiare i propri tassi tra gli adulti. Alla base del problema c’è uno squilibrio energetico: assumiamo più calorie di quante ne bruciamo. Ma cosa pesa di più? Un’alimentazione scorretta o uno stile di vita sedentario?
Una recente ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences punta il dito principalmente sulla dieta. Secondo gli scienziati della Duke University (Stati Uniti), nonostante nelle società industrializzate si brucino meno calorie, questo calo nel dispendio energetico non è sufficiente a spiegare l’aumento vertiginoso dei casi di obesità. Il problema, dunque, starebbe più nella qualità e nella quantità del cibo consumato, piuttosto che nella mancanza di attività fisica.
Cosa ha rivelato lo studio
I ricercatori hanno analizzato i dati sul dispendio energetico di 34 popolazioni di tutto il mondo, con livelli di sviluppo economico e stili di vita molto diversi. Per misurare il consumo calorico effettivo, è stato usato un metodo di precisione: l’acqua doppiamente marcata, che consente di tracciare il passaggio di isotopi di idrogeno e ossigeno all’interno del corpo umano e di calcolare quanta energia viene trasformata in anidride carbonica.
Risultato? Nelle società più ricche, il dispendio energetico totale è effettivamente più basso. Ma la differenza, anche rispetto a popolazioni rurali come i Tuvan in Siberia, è minima. Quando si tengono in conto età, massa corporea e altri fattori, emerge che queste differenze spiegano solo il 10% della correlazione tra obesità e grado di sviluppo economico. Il restante 90%? Dipende dal cibo.
Il ruolo della dieta
Lo studio non ha raccolto dati precisi sull’alimentazione dei partecipanti, quindi non identifica i singoli alimenti colpevoli. Tuttavia, è evidente che l’eccesso di peso è più comune tra chi consuma regolarmente alimenti ultraprocessati, ipercalorici e poveri di nutrienti. Il vero problema sembra essere un sistema alimentare che spinge al consumo di calorie "vuote" – molte, facili, economiche, ma poco sane.
Le critiche alla ricerca
Nonostante la forza del campione e l’accuratezza delle misurazioni, la ricerca non è esente da limiti. In particolare, il numero relativamente basso di soggetti provenienti da società rurali o di cacciatori-raccoglitori e l’assunzione discutibile secondo cui si possa isolare il metabolismo basale dall’energia totale bruciata, sono stati oggetto di discussione.
Conclusione: movimento sì, ma attenzione a cosa mangi
L'attività fisica resta importante, per il benessere generale e per il controllo del peso. Ma pensare che basti una passeggiata o qualche ora in palestra a compensare una dieta sbilanciata è una pericolosa illusione. La verità è semplice, per quanto scomoda: mangiamo troppo e male. E finché non si interverrà sulle abitudini alimentari, l’epidemia di obesità non rallenterà.