Istat, Pil in crescita dello 0,3% nel quarto trimestre 2025. Spinta dagli investimenti, frena l’export
L’economia italiana chiude il 2025 con un segnale moderatamente positivo. Nel quarto trimestre il prodotto interno lordo, calcolato in valori concatenati con anno di riferimento 2020 e corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% su base annua.
Il periodo ottobre-dicembre ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giorni lavorativi del quarto trimestre 2024. Un elemento che non altera il quadro generale: la dinamica resta coerente con la stima preliminare diffusa a fine gennaio.
La crescita acquisita per il 2026 si attesta allo 0,3%.
Domanda interna in positivo, pesa il calo dell’export
Sul fronte della domanda interna si registra un andamento differenziato. I consumi finali nazionali crescono dello 0,1%, con un ritmo contenuto. Più sostenuti invece gli investimenti fissi lordi, in aumento dello 0,9%.
La domanda nazionale al netto delle scorte contribuisce per 0,3 punti percentuali alla crescita del Pil: 0,1 punti derivano dai consumi finali di famiglie, istituzioni sociali private e amministrazioni pubbliche, mentre 0,2 punti sono attribuibili agli investimenti.
Segno opposto per la domanda estera. Le esportazioni calano dell’1,2%, mentre le importazioni aumentano dell’1,0%. Il risultato è un contributo negativo della domanda estera netta pari a -0,7 punti percentuali. A compensare è la variazione delle scorte, che incide positivamente per 0,7 punti.
In sintesi, la crescita del trimestre è sostenuta soprattutto dalla componente interna, con un ruolo chiave degli investimenti, mentre il commercio con l’estero rappresenta un freno.
Industria in testa dal lato dell’offerta
Guardando ai settori produttivi, tutti i principali comparti registrano un incremento congiunturale del valore aggiunto. L’industria segna la performance migliore con un +0,8%, risultando il principale motore della crescita trimestrale. Più contenuti gli aumenti in agricoltura (+0,2%) e nei servizi (+0,1%).
Il rafforzamento dell’industria spiega gran parte dell’aumento complessivo del Pil, mentre gli altri settori mostrano una dinamica positiva ma meno marcata.
Lavoro stabile, salgono i redditi
Sul mercato del lavoro non si registrano variazioni significative nelle ore lavorate e nelle unità di lavoro, entrambe stabili rispetto al trimestre precedente. In crescita invece i redditi da lavoro dipendente pro capite, che segnano un +0,5%.
Nel complesso, il quarto trimestre conferma un’economia in crescita moderata, trainata dagli investimenti e dall’industria, con un contributo negativo del commercio estero e un mercato del lavoro che resta fermo nei volumi ma mostra un miglioramento sul fronte retributivo.