"Gentili ascoltatori buongiorno. Dallo Studio Centrale, Roberto Bortoluzzi augura un felice ascolto e ricorda ai colleghi l'ordine degl'interventi .. "
Nessun monitor, nessun modem, una piccola luce soffusa e una postazione piccola e buia .
E’ nato a Portici, provincia di Napoli. Maturità classica, vorrebbe fare il capitano di lungo corso, ma il padre ingegnere si oppone e lo iscrive al Politecnico perché nel frattempo si sono trasferiti a Milano. Dopo due anni di studi universitari, il ragazzo parte in guerra volontario. Lo spediscono nei Balcani. Fino all’8 settembre 1943 quando viene preso dai tedeschi .
Lui scappa e raggiunge Milano: “Ho cominciato a lavorare per necessità. Serviva una tessera e mio padre mi ha fatto entrare in Rai, che allora si chiamava Eiar. Era il giugno del 1944. Nel 1945 sono partiti i servizi giornalistici coi notiziari politici. Quindi i Giornali Radio sono passati a Roma . Lo sport cominciava ad assumere grandi dimensioni: di qui la necessità di formare una redazione sportiva. Io iniziai ad occuparmi di atletica leggera, automobilismo e sport invernali. Era il ’48-’49. Non essendoci all’epoca una specializzazione, si andava dov’era necessario. Come si suol dire, ero un ‘volante’.
Quindi torno in redazione a lavorare. C’era già Nicolò Carosio che faceva la radiocronaca dei secondi tempi e gli passavamo i risultati parziali delle altre partite. Allo scadere del novantesimo, Carosio avvertiva che a breve sarebbero stati dati i risultati finali. Facevamo partire dei dischi e poi si riapriva il collegamento e Carosio leggeva i finali. Poi pian piano ci siamo detti ‘Potremo dirli noi i risultati finali’.
>Praticamente in quel momento è nato “Tutto il calcio minuto per minuto”. C’erano Guglielmo Moretti, Sergio Zavoli, Nando Martellini. Abbiamo cominciato a fare i numeri zero. Dopo l’ok della direzione generale, eravamo già un pezzo avanti. Il primo numero ufficiale lo mandammo in onda la prima domenica di gennaio del 1960, formula indovinatissima. Si adoperava il mezzo radio come andava adoperato. E da allora abbiamo fatto le Olimpiadi di Roma e tante altre trasmissioni. Il mio lavoro è coordinare la trasmissione e i colleghi dai vari campi. Poi corro in redazione per procacciarmi gli altri risultati. E di nuovo corro in studio per raccontarlo al pubblico, passando dal corridoio e rischiando perchè prima ci passavano la cera. Il programma all’ottanta per cento lo stabiliamo la domenica precedente, classifica alla mano. Poi possono esserci dei correttivi.
Contrattempi ce ne sono stati tantissimi, poi alla fine è andato tutto liscio. A me piace dire che a volte noi abbiamo un angelo di terza classe che ci guarda. Le cose si aggiustano sempre, magari si aggiustano nel corso della trasmissione, ma vanno sempre a buon fine”.
Lui era Roberto Bortoluzzi
Il 10 gennaio 1960 nasce "Tutto il calcio minuto per minuto" .


