Dal 7 ottobre oltre 18.500 Palestinesi "ostaggi" dello Stato canaglia di Israele
Dal 7 ottobre 2023, data dell'inizio dell'offensiva israeliana su Gaza, le forze di occupazione israeliane hanno arrestato oltre 18.500 palestinesi in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
A denunciarlo è un report congiunto pubblicato dalla Commissione per gli Affari dei Detenuti ed Ex-Detenuti, dalla Società dei Prigionieri Palestinesi e da Addameer, organizzazione per il supporto dei prigionieri e i diritti umani.
Il rapporto evidenzia un'escalation drastica nella campagna di arresti:
- Almeno 570 donne sono state detenute, incluse palestinesi provenienti da Gaza ma arrestate mentre si trovavano in Cisgiordania, e cittadine palestinesi di Israele. A queste si aggiungono decine di donne arrestate direttamente da Gaza, delle quali non si conosce ancora il numero esatto.
- Sono stati documentati almeno 1.500 arresti di minori in Cisgiordania.
- 194 giornalisti sono stati detenuti, 49 dei quali risultano ancora in carcere.
Il documento denuncia anche gravi violazioni dei diritti umani durante gli arresti, tra cui:
- Pestaggi violenti e torture fisiche e psicologiche;
- Minacce rivolte ai detenuti e alle loro famiglie;
- Saccheggi e distruzione di proprietà civili, comprese automobili, contanti e gioielli d'oro.
Particolarmente colpiti sono stati i campi profughi di Tulkarem e Jenin, dove si sono registrate demolizioni su larga scala di infrastrutture e abitazioni appartenenti a famiglie di detenuti.
Dall'inizio dell'operazione, almeno 75 palestinesi sono morti in custodia israeliana, tra cui 46 provenienti da Gaza. A questi si aggiungono decine di detenuti scomparsi, presumibilmente deceduti in condizioni di detenzione segreta. Le autorità israeliane continuano a trattenere i corpi di 72 "ostaggi" su un totale di 83 detenuti uccisi ufficialmente riconosciuti.
La situazione è aggravata dalla politica israeliana di sparizioni forzate contro i palestinesi provenienti da Gaza. Migliaia di persone risultano arrestate – tra cui lavoratori con regolari permessi d'ingresso in Israele e pazienti ricoverati in Cisgiordania – ma molti restano senza identità né stato legale noto, e non si sa dove siano detenuti, né in quali condizioni.
Il report congiunto dipinge un quadro di repressione sistematica e brutale, con pratiche che violano ripetutamente il diritto internazionale e i diritti umani fondamentali. Le campagne di arresti non solo colpiscono militanti o sospetti, ma si abbattono indistintamente su donne, bambini, giornalisti e civili inermi. L'entità della repressione, le condizioni di detenzione e le morti in custodia sollevano serie preoccupazioni e richiedono un intervento immediato della comunità internazionale... ma di questi OSTAGGI nessuno la comunità internazionale non se ne preoccupa.
Perché?