Produzione industriale in crescita anche a marzo
Ancora una volta i profeti di sventura sono stati smentiti, perche mentre le opposizioni cercano di spargere pessimismo a pine mani ( d'latra parte fa parte anche del loro lavoro) sulla situazione economica del paese, arrivano dati ancora una volta incoraggianti sul fronte della produzione industriale, che per il secondo mese consecutivo è in crescita.
La produzione industriale è cresciuta per la seconda volta consecutiva, infatti, a marzo, registrando un aumento mensile dello 0,7% rispetto a febbraio, trainata dalla dinamica positiva dei beni strumentali, mentre i beni di consumo mostrano cali congiunturali da ben quattro mesi. E' quanto emerge dall'ultimo report dell'Istat.
L'indice destagionalizzato aumenta su base mensile per i beni strumentali (+2,1%) e i beni intermedi (+0,3%); mentre si osservano flessioni per i beni di consumo (-0,4%) e l'energia (-1,2%).
Nonostante la ripresa di febbraio e marzo, il primo trimestre registra una lieve flessione della produzione: che fa segnare un -0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.
In termini tendenziali, l'indice corretto per gli effetti di calendario risulta in crescita dell'1,5% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22 contro i 21 di marzo 2025), con una lieve accelerazione rispetto al mese precedente. Crescono in misura marcata i beni strumentali (+5,8%) e con minore intensità i beni intermedi (+0,5%); variazioni negative si osservano invece, per i beni di consumo (-1,9%) e l'energia (-3,1%).
I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali più elevati sono la fabbricazione di mezzi di trasporto (+11,2%), l'attività estrattiva (+6,7%) e la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (+6,1%). Le flessioni più ampie si rilevano nella fabbricazione di prodotti chimici (-7,8%), nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-4,0%) e nelle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchinari ed apparecchiature (-2,4%).
A frenare la media è in particolare la chimica, il settore più penalizzato, in caduta produttiva di quasi otto punti. Meno rilevanti invece le frenate di tessile-abbigliamento. legno-carta e metallurgia, con riduzioni nell’ordine dei due punti. A migliorare il quadro è invece l’area dei mezzi di trasporto, in crescita di oltre 11 punti, un rimbalzo dai minimi dello scorso anno determinato dalla risalita produttiva dell’auto, con la produzione di autoveicoli a scattare verso l’alto di oltre il 20%.