Parlando dal palco dello stadio di Glendale durante i funerali di Charlie Kirk, Donald Trump ha promesso una conferenza stampa sull'autismo insieme al suo segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr.

Secondo le anticipazioni del Washington Post, Trump dovrebbe anche parlare del paracetamolo, come presunto cofattore, e dell’acido folinico, come coadiuvante per ridurre i sintomi dell’autismo.

Tutto fa capo ad una meta-analisi pubblicata ad agosto sulla rivista BMC Environmental Health sull’uso di paracetamolo durante la gravidanza e i disturbi dello sviluppo neurologico nei bambini.

Nel complesso, l’analisi ha concluso che esistevano «forti prove di un’associazione» tra l’assunzione di paracetamolo durante la gravidanza e lo sviluppo dell’autismo nei bambini, ma ha anche precisato che questa concomitanza non è una prova che il paracetamolo causi l’autismo.

Infatti, il paracetamolo viene usato in gravidanza proprio per calmare la febbre che è una nota concausa di un danno genico o neurologico del nascituro.

In altre parole, Trump e Kennedy – essendo del tutto profani sia alla medicina sia alle scienze – potrebbero star commettendo un errore tipico, confondendo la reale causa dell'autismo (una infiammazione che porta febbre o dolore) con la cura della febbre e/o del dolore (il paracetamolo).

Non a caso, secondo il Washington Post, le autorità sanitarie statunitensi potrebbero emettere un avviso per sconsigliare l'uso smodato di paracetamolo unito ad una raccomandazione per mantenere l’uso del paracetammolo durante la gravidanza in caso di febbre.

Per chi volesse approfondire:

Il paracetamolo è uno dei tre analgesici derivati ​​dall'anilina; gli altri, acetanilide e fenacetina, sono stati interrotti a causa di effetti collaterali. Viceversa, il paracetamolo viene utilizzato come analgesico e antifebbrile da oltre cento anni.
Il paracetamolo agisce nel cervello come agonista indiretto dei recettori dei cannabinoidi attraverso la conversione del metabolita del paracetamolo p-amminofenolo in N-arachidonoilamminofenolo (AM404) che inibisce la ricaptazione dell'anandamide.
A differenza di molti altri analgesici, il paracetamolo non da dipendenza ed il suo brevetto è scaduto.

Studio di Bertolini et al (2007)
Titolo: "Paracetamol: New Vistas of an Old Drug"
L'effetto analgesico del paracetamolo è dovuto all'attivazione indiretta dei recettori cannabinoidi CB1. Nel cervello e nel midollo spinale, il paracetamolo, dopo la deacetilazione nella sua ammina primaria (p-amminofenolo), viene coniugato con l'acido arachidonico per formare N-arachidonoilfenolamina, un composto già noto (AM404) come cannabinoide endogeno.

Studio di Mallet et al (2008)
Titolo: "Endocannabinoid and serotonergic systems are needed for acetaminophen-induced analgesia"
L'analgesia indotta dal paracetamolo potrebbe comportare la seguente sequenza: (1) metabolismo del paracetamolo dipendente da FAAH in AM404; (2) coinvolgimento indiretto dei recettori CB(1) da parte di questo metabolita; (3) rinforzo dipendente dagli endocannabinoidi delle vie bulbospinali serotoninergiche e (4) coinvolgimento dei recettori serotoninergici che sopprimono il dolore spinale.

La febbre alta durante la gravidanza, soprattutto nel primo trimestre, è nota per causare un rischio aumentato di disturbi dello spettro autistico (ASD) nel bambino. Ecco alcune delle ricerche e le evidenze più rilevanti:

Studio di Brown et al. (2014)
Titolo: "Maternal fever during pregnancy and risk of autism spectrum disorder"
Questo studio ha analizzato i dati di una coorte di oltre 600.000 bambini e ha trovato che le madri che hanno avuto febbre alta durante la gravidanza, in particolare nel primo trimestre, avevano un rischio leggermente più elevato di avere figli con ASD.
La febbre materna, specialmente se prolungata o severa, potrebbe essere un fattore di rischio, anche se non è causa diretta.

Studio di Zerbo et al. (2013)
Titolo: "Maternal Infection During Pregnancy and Autism Spectrum Disorders"
Sebbene si concentrasse su infezioni, alcuni dati suggeriscono che febbre come sintomo di infezione durante la gravidanza possa essere associata con un aumento del rischio di ASD. La febbre potrebbe rappresentare una risposta infiammatoria che influisce sullo sviluppo cerebrale fetale.

 Studio di Goines et al. (2011)
Titolo: "Increased midgestational IFN-γ, IL-4 and IL-5 in women bearing a child with autism"
La ricerca sulle infezioni e infiammazione durante la gravidanza suggerisce che le risposte infiammatorie possono interferire con lo sviluppo cerebrale fetale, aumentando il rischio di ASD. La febbre è un sintomo di queste risposte.